Luna Li - Duality

2022 (Awal)
dream-pop, indie-rock

Facendovi largo fra l'ultima trovata di Gianluca Vacchi e le tenere imprese di qualche gattino, potreste imbattervi su TikTok nelle stravaganti esibizioni musicali di Hannah Bussere Kim, in arte Luna Li. Nei suoi video la giovane artista canadese si cimenta direttamente da casa sua in jam session solitarie con la sua "band" composta semplicemente da lei che utilizza con disinvoltura una moltitudine di strumenti. In America le sue imprese sono diventate virali in poco tempo, facendole ottenere milioni di visualizzazioni e un'allettante offerta da parte di Japanese Breakfast di affiancamento nel suo tour.
Tutto questo è stato un buon viatico per il debutto nell'industria discografica che si è concretizzato attraverso l'uscita del primo lavoro "Duality". Il nome dell'album rimanda alla sensazione costante di ambivalenza che Luna sente in molti aspetti della propria vita. Le sue radici, metà coreane e metà canadesi, le hanno permesso di ampliare gli orizzonti sin da giovanissima ma allo stesso tempo l'hanno costretta a dover trovare un bilanciamento fra due culture così distanti. La sua formazione musicale classica è stata costantemente perturbata dalla passione per la musica indie-rock e dal pop psichedelico dei Tame Impala. Infine, anche nei testi si avverte quanto sia complesso il mondo interiore di questa cantante, dove sentimenti di malinconia e solitudine sono sempre accompagnati da luminose fantasie a occhi aperti e melodie felici subiscono la nefasta influenza delle ansie e delle incertezze.

"Duality" è composto da tredici tracce frutto di quattro anni di lavoro. L'incipit è affidato al debordante fragore di batteria e chitarra di "Cherry Pit" che dopo pochi secondi lascia spazio ad atmosfere fiabesche e sognanti in cui la protagonista, fra corde pizzicate e suoni d'arpa, racconta di noccioli di ciliegia disseminati nel bosco e misteriose fioriture. Ma di nuovo subentra una chitarra elettrica a squarciare l'atmosfera e a riprendere con un assolo le tonalità appena accennate a inizio canzone.
Più sfumate sono le variazioni nei due singoli estratti dall'album, "Afterglow" e "Trying". Nel primo utilizza il suo strumento migliore, la voce, per cantare di amore e di indipendenza in un testo che mette in risalto anche la sua capacità di scrittura. In "Trying" suona il violino accompagnata da una strumentazione orchestrale sapientemente utilizzata, merito anche della sua formazione classica.
Luna ricorre sovente alle sezioni d'archi nei suoi brani, spesso mescolandole con testi più duri o con il suono tagliente della chitarra elettrica. Esemplificativa in questo senso è la magnifica "Magic", in cui con estrema naturalezza riesce a far coesistere la sua ringhiosa chitarra con musiche celestiali e cori angelici. In "Silver Into Rain" prova anche un interessante esperimento di collaborazione con Beabadoobee che mette in risalto il differente approccio alla musica da parte delle due musiciste: più orientate al dream-pop le parti cantate da Luna rispetto alle aggressive strofe della guest star filippina. Molto diversa è stata da questo punto di vista l'esperienza con Jay Som in "Boring Again", nella quale le due voci tendono a sovrapporsi e a rendersi indistinguibili fra loro.

"Duality" è un lavoro incredibilmente maturo per essere stato composto da un'assoluta debuttante, "troppo timida per il palco, troppo attenta per essere coraggiosa", come si definisce lei stessa nella performance con Beabadoobee. Le canzoni meno robuste sono veramente poche: "Misery Moon" per la sua brevità sembra più adatta a uno dei suoi video sui social; al contrario, "What You're Thinking", pur essendo supportata da idee interessanti, sembra dilungarsi eccessivamente. Ma si tratta di episodi isolati in mezzo a canzoni di assoluto rilievo.
Luna mostra una rara versatilità anche nelle tematiche affrontate nei brani nei quali mette a nudo la sua sensibilità. Spesso si parla di solitudine, condizione che non vede necessariamente in chiave negativa. Al contrario, nella parte finale dell'album ne fa quasi un’apoteosi. In "Space", fra chitarre distorte e sonorità psichedeliche, Luna si sente addirittura risplendere quando sta per conto suo; in "Lonely/Lovely" una trionfale orchestra copre la sua voce ridotta solo a un ipnotico sussurro. Probabilmente questo è indicativo di un carattere ancora in formazione e chissà se nel futuro anche il suo approccio alla musica prenderà direzioni differenti. I risultati attuali offrono un valido motivo per seguire con attenzione i suoi prossimi passi.

Tracklist

  1. Cherry Pit
  2. Boring Again
  3. Afterglow
  4. Trying
  5. Flower (In Full Bloom)
  6. Alone But Not Lonely
  7. Silver Into Rain
  8. What You're Thinking
  9. Star Stuff
  10. Magic
  11. Misery Moon
  12. Space
  13. Lonely/Lovely






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