The Orielles - Disco Volador

2020 (Heavenly)
indie-pop, neopsichedelia, space age pop
La carriera degli Orielles sboccia a Halifax, nella contea del West Workshire, in Inghilterra. "Silver Dollar Moment" - il loro album di debutto - vede la luce nel 2018, quando i componenti della band sono solo dei teenager alle prime armi con qualche idea stramba ma acerba sulla musica pop. A distanza di soli due anni, però, è chiaro che il quartetto abbia trovato l'apparato compositivo perfetto, maturo e allo stesso tempo spensierato come solo il pop d'oltremanica sa (e può) fare.
La loro musica nasce al confine tra l'indie-pop e il recupero di sonorità del passato, fra futurismo e nostalgia. Un revival affidato al canto di Esme, che condensa il timbro tipico di alcune formazioni "al femminile" della storica etichetta C86 e quello di Nina Persson. Sebbene il riferimento ai Cardigans potrebbe apparire netto, in "Disco Volador" la componente progressiva si fonde in maniera ipnotica a un infantilismo ben calibrato da armonie dance e ritualismo baggy/Madchester.

La band è al culmine della forma, con il chitarrismo ritmico di Henry Wade a condurre le danze e le tastiere grigie, statiche, poco melodiche, della new entry Alex a riempire lo sfondo. Il sound si dimostra inizialmente etereo nel singolo di lancio "Come Down On Jupiter", ma i repentini cambi d'atmosfera, il dilatarsi della tastiera, l'intreccio delle armonie vocali e i feedback della chitarra conferiscono una sorta di maestosa nostalgia al brano. "Rapid I" è la rappresentazione massima della nuova vita della band; il jamming è quasi jazzistico, il suono di quello che potrebbe essere un Farfisa inumidisce l'armonia e rende fluido il canto di Esme, sospeso tra gorgheggi celestiali e un romanticismo da cameretta. "Bobbi's Second World" è l'altra variante del nuovo corso, a metà strada fra fascinazioni esotiche e scenari spaziali da disco-samba, come gli stessi ammettono in una loro intervista.
Mentre le tendenze classicamente jangle-pop emergono in "Whlist The Flower Look", è in "7th Dynamic Goo" che si scorge l'enfasi di questi enfant prodige, per un brano ballabile che rievoca almeno nelle intenzioni le atmosfere da chanteuse e ragazzine "yé-yé" di un tempo lontano, perfettamente in linea con la cloaca sonora al confine tra boogie e aspirazioni bubblegum. Il sogno finale è affidato a "Space Samba", un girotondo arioso in cui sono le sincopi funky a far da padrone.

Nonostante l'album non manifesti intenti sperimentali di alcuna sorta, è evidente come l'ottimo lavoro in fase di produzione sia merito della giovanissima produttrice e ingegnere del suono Marta Salogni (Björk, Liars, White Lies), praticamente il quinto membro della formazione. Il plauso va fatto non solo per la fase di missaggio, ma anche e soprattutto per la meticolosità con cui tutti gli elementi e i suoni riescono a intrecciarsi senza apparire meccanici, privi di emozioni. Un fattore di non poco conto per un genere che fa dello spleen il suo fiore all'occhiello.

Tracklist

  1. Come Down On Jupiter
  2. Rapid I
  3. Memoirs Of Miso
  4. Bobbi's Second World
  5. Whilst The Flowers Look
  6. The Square Eyed Pack
  7. 7th Dynamic Goo
  8. A Material Mistake
  9. Euro Borealis
  10. Space Samba


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