La collaborazione tra il collettivo giapponese dei
Vampillia (appena reduce dall'interessantissimo
exploit di "
Alchemic Heart") e il prolificissimo duo canadese dei
Nadja (
Aidan Baker e Leah Buckareff) si apre con la pagina autunnale di "Shining", in cui un pianoforte solitario lascia risuonare la sua sinfonia umbratile dal profondo di un piccolo mondo antico.
Rispettando ampiamente le coordinate musicali delle due formazioni, "Northern Lights" imbastisce, quindi, un connubio di delicatissimo post-rock e fiammeggianti impennate elettriche. Ma è solo un antipasto, perché tutto il disco ruota intorno all'epica cavalcata di "Icelight", ventitré minuti in cui l'essenza magniloquente del loro
sound trova un punto di incontro che, per quanto piuttosto risaputo negli esiti, esprime una potenza descrittiva tutt'altro che disprezzabile, regalandoci alcuni dei momenti più interessanti di questo primo scorcio dell'anno.
All'appello mancano ancora le fluttuazioni meditabonde di "Anesthetic Depth" e il ritorno del pianoforte e della sua solitudine in "Call From Eternity", ma si tratta di un normalissimo defaticamento, che poco aggiunge a un'opera non ancora capace di esprimere compiutamente la somma dei talenti messi in campo.