Una mezza dozzina di Ep e un album in uscita a nome Proviant Audio prima di decidersi a pubblicare un disco con il suo nome di battesimo. A parlare è lo stesso Mathias: "[1979 è] fortemente ispirato dalla dance sotterranea dei tardi anni 70 ma anche dall'afro, dall'hip-hop, e da un po' di reggae. Il tutto condito con dosi massicce di soul". Ha idee chiare il giovane dj norvegese e già molti ascolti nelle orecchie (il funk classico di James Brown e Sly & The Family Stone, ma anche la fusion di George Duke e Harvey Mason). Diciotto anni appena compiuti e un album d'esordio che vale come biglietto da visita non solo per i club di mezza Europa. Undici tracce che nelle intenzioni dello stesso Mathias cercano di raccontare l'epoca della disco-music con piglio retrofuturista. E che con una adeguata band potrebbero essere riproposte anche in una dimensione live. Un altro nome da aggiungere alla folta lista di cosmonauti neo-freakadelici alla Lindstrøm e Prins Thomas.