Le fasce elettroniche dal lontano sapore esotico che aprono questo nuovo lavoro dei
Fujiya & Miyagi sembrano arrivare direttamente da qualche disco degli anni Settanta di Peter Michael Hamel, ma il battito che di lì a poco prende piede appartiene di diritto alla genìa
Neu!. Tra elettronica, krautrock e retrogusto pop, la band inglese di Brighton prova a risollevare le sue quotazioni dopo il deludente “
Lightbulbs”. Non che “
Transparent Things” (il disco che diede loro una certa notorietà) avesse chissà quale asso nella manica per farsi ricordare a lungo… In realtà, per quanto mi riguarda, mi hanno sempre dato l'impressione di un bluff. Per carità: adeguatamente "vestito", ma pur sempre un bluff.
La sostanza non viene mutata dall'ascolto di questo "Ventriloquizzing", opera dai toni relativamente più scuri, pur se mediati qualche volta da una certa solarità di ritorno (“Sixteen Shades Of Black And Blue”). Il
mood ballabile di “Cat Got Your Tongue” e “Pills” è sornione quanto basta per accompagnare qualche party dimesso e intellettualoide, buono per dondolare la testa anche sul funk-pop virato disco di “Taiwanese Roots” e sulle cadenze elastiche di “OK”. Ma una “Spilt Milk” ci metterà poco a sottolineare la pochezza delle soluzioni.
A conti fatti, nel solco di un minimalismo strumentale carico di pathos algido e raffinato, davvero la band, come ha dichiarato il
vocalist David Best, riesce a “creare un’atmosfera differente” (grazie anche al produttore Thom Monaham), spingendosi verso nuove direzioni musicali. Ma è anche vero, mi sia concesso, che la qualità dei brani è quella che è.
Dunque, come il gambero, fanno un passo avanti e ben due indietro…