Fujiya & Miyagi - Lightbulbs

2008 (Groenland)
kraut-pop
Il secondo album del gruppo di Brighton, “Transparent Things”, era foriero di alcune gradevoli intuizioni, e di composizioni che valorizzavano lo scenario dance con inflessioni vocali morbide e raffinate, che si distendevano su soluzioni musicali dalla genia nobile, dai Can ai Kraftwerk passando per il pop giapponese.
Fujiya & Miyagi tentano di ripetere il miracolo che determinò la ripubblicazione, un anno dopo, dei loro due album in Europa e negli States, sull’onda del successo spontaneo di alcune ottime canzoni.

“Lightbulbs” è una conferma di classe e gusto, ma è anche un album che chiarisce ogni dubbio sulla reale portata del gruppo. Le influenze kraut-rock si attenuano in virtù di un suono pop-funk dai colori elettronici che ricorda quel suono post-punk virato verso il funk e l’avanguardia, al punto che gli episodi migliori sembrano degli scarti dei Fall.
Musica perfetta per party londinesi, con tocchi euro-disco devoti alla lezione tedesca, ma l’ombra degli Human League si staglia tra le pieghe di canzoni come “Knickerbocker”, “Uh” e “Hundred & Thousands”, mentre le venature indie impreziosiscono gli episodi migliori. “Pickpocket” è un raffinato soft-funk-disco alla maniera di Momus, “Goosebumps” brilla per soluzioni armoniche e melodiche suggestive, “Dishwasher” offre un eccellente funk minimalista degno dei Gang Of Four.

Il resto scorre senza infamia e senza lode pur conservando un sound elaborato e raffinato. Fujiya & Miyagi ostentano una consapevolezza eccessiva che pone limiti alla loro creatività.

   

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