Non mi avevano convinto con l'esordio omonimo di due anni fa e non mi convincono adesso con questo “II” che, a dirla tutta, fa pure peggio. Il cantante-tastierista Jarrod Zlatic e la batterista-cantante Nisa Venerosa (entrambi australiani) giocano a fare i
krauti, tra percussioni svagate che ondeggiano, tastierino
cheap e vocalizzi ambigui (“1”). La cantilena monotona e ipnotica è, in ultima analisi, il loro pezzo forte (“2” e la mesmerica “3”), con qualcosa che sa di
Suicide depotenziati e tendenti alla noia (“4”). Fino alla ossessiva figura di organo che, ripetendosi a oltranza mentre le percussioni vacillano evocando una giungla chimica, ci invita a rimpolpare la dose con qualche additivo non proprio legale…