Così la
press release: "Fvrtvr è un doppio grappolo di bugie scolpito in un levigato marciume. E’ il duo di Guido Henneböhl (
electronics) e Fritz Welch (percussioni e voce). 'Demon Cycle 1-9' è stato registrato tempo fa nel seminterrato di un vecchio ufficio postale. E’ l’apice di una serie di veloci incontri svoltisi in un breve periodo di tempo, cominciato con la politica dell’estasi in una grande stanza e finito attraversando scarponi vacillanti nell’ombra notturna del rivale. In questa registrazione la musica è stata coordinata utilizzando inutili strategie temporali finalizzate a dare coerenza alla frammentazione. E’ un ciclo di yodel asciutto e crack”. E, aggiungo di mio pugno: la
press release vale molto, ma molto più della musica…
I quindici minuti della prima traccia sono un inutile esperimento di elettroacustica e voce tormentata. Stesso discorso per “2”, mentre “3” giochicchia con l’elettronica e “4” presenta mugugni ebeti quasi come se
Demetrio Stratos ne avesse ormai le scatole piene di “cantare la voce”. E' un modo primitivo, veramente primitivo di lavorare con l’elettroacustica, ma questo non può essere un alibi. Artisticamente, il duo vale pochissimo, mentre si può discutere, da qui fino all’eternità, sulle valenze estetiche (?) o filosofiche (?) di un caos senza senso (?), privo di alcuna direzione, nullo, indigesto.
Oggi tutti hanno la possibilità di registrare e far ascoltare il loro disco. Ma, per quanto ci si nasconda dietro il paravento della relatività o della concettualità, per quanto si faccia di tutto per far passare l’idea che ognuno di noi possa trasformarsi, da un momento all'altro, in un artista, mi sento di poter dire, con assoluta tranquillità, che certe cavolate sono cavolate e tali resteranno…