Stebmo - Stebmo

2008 (Autoprodotto)
instrumental, third stream

Stebmo è il progetto post-jazz del pianista e multistrumentista Steve Moore e collaboratori (Todd Sickafoose, Matt Chamberlain, Doug Wieselman, Eyvid Kang, etc.), a sua volta già collaboratore e booker di svariati act del circondario di Seattle.
Bella mostra della sua arte sono i due numeri iniziali, “Waiting Game” (una marcia Residents-Waits-iana in forma di tango para-orchestrale) e “Blind Ross” (più o meno la medesima ricetta del precedente, ma senza sovratoni orchestrali e con svarioni tropicalia orientati alla danza). La rimanenza si accomoda dalle parti dell’acid-jazz orientato al rhodes (“Happy Ending”, “Holding Pattern”) o alla film-music d’atmosfera (“Majika”) con rigurgiti fusion (“Dark Circles”) o proprio easy-listening (“Tough Luck”).

Ennesimo disco tortoisiano che fa perno sullo strumentismo dosato. Moore punta al cocktail d’atmosfera, ma è un album di performance. E’ al servizio del piano che cesella il suo ruolo di primadonna con trilli e scale in un tripudio di calcolato istrionismo. Pur nella sua parte minore di accompagnamento, Tucker Martine lascia il segno. Riedizione 2009 di Invada Records.

Tracklist

  1. Waiting Game
  2. Blind Ross
  3. Rathdrum
  4. Holding Pattern
  5. Happy Ending
  6. Majika
  7. Dark Circles
  8. Work
  9. Tough Luck

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