Nella ricetta delle "Uova fatali" ci sono molto
Frank Zappa e molte colonne sonore, un po' di
mazurka, una discreta quota di strumenti da camera (mandolino, clarinetto, violino, oboe). Poi chitarra elettrica
q.b., pianoforte, mellotron, sintetizzatore Arp - il consueto armamentario
prog, insomma. Fino a qui, gli ingredienti ordinari. Poi però ci sono quelli straordinari, che non si lasciano dosare
tanto al chilo.
Primo fra tutti, la
leggerezza. Per Calvino, era la
quête verso la rimozione del peso: leggere non sono allora le costruzioni semplici e vacue, ma quelle complesse e impegnative, a cui sia stato - delicatamente e sapientemente - tolto ciò che le rendeva gravose. Un gioco di svuotamenti e autosorreggimenti gotico, o
liberty, che è il cuore delle varie "Campo", "Mattarello", "Complicazioni": motivetti cantabili, movenze
zum-pa-pa smontate (sbriciolate, spezzettate) e riarticolate su più piani, in contrappunti nuovi, ironici e architettonicamente ineccepibili.
Poi
superficialità, come rimozione della profondità. Via
epos e abissi esistenziali, è di scena il teatro del ripiegamento: superfici che si incurvano, si increspano, si toccano e disegnano una rete di sensazioni volatili. Non rappresentano nessuna
anima profonda, ma al contrario
animano il paesaggio musicale. Colpetti sparsi di
glockenspiel? Diventano un animaletto che zompetta, guardingo, attorno al ronfare degli altri strumenti.
Emerge il terzo ingrediente segreto: la
vitalità. Il brulichio di forme suoni e colori; l'estro, il brio dell'inanimato che prende vita. Come in "Abisso", dove da un fondo indistinto di eventi sonori lentamente nascono esseri di piano elettrico, archi e clarinetto che si fronteggiano tra onde di synth.
Secondo album a nome Yugen dopo il capolavoro "
Labirinto d'acqua", "Uova fatali" accentua i legami con la tradizione Rock In Opposition senza riunciare al forte impatto elettrico. Raccoglie rielaborazioni
per rock-orchestra da camera di composizioni di Tommaso Leddi, ex Stormy Six ora in forza al
supergruppo milanese. I brani provengono perlopiù dal suo vasto repertorio di colonne sonore.