José Adelino Barceló de Carvalho, detto “Zeca” e noto con il nome Bonga, è una figura simbolo della musica africana e della lotta anticoloniale angolana. Nato nel Bengo nel 1942, cresce nei musseques di Luanda, dove a quindici anni fonda la sua prima formazione folk, il gruppo Kissueia. Trasferitosi a Lisbona negli anni ’60 per correre con il Benfica, diventa primatista e campione portoghese dei 400 metri. Sfruttando la libertà di movimento garantita dallo sport, conduce una doppia vita come corriere clandestino per il movimento MPLA col nome Bonga Kwenda. Intercettato dalla polizia segreta PIDE nel 1972, abbandona l’atletica e fugge a Rotterdam, dove incide “Angola 72”, pietra miliare cantata in Kimbundu e guidata dalla raspa dikanza. Bandito dal regime coloniale, l’album circola clandestinamente su cassetta diventando la colonna sonora della liberazione dell’Angola nel 1975. Critico verso la corruzione del nuovo governo post-indipendenza, Bonga sceglie un secondo esilio a Lisbona. Da lì costruisce una carriera cinquantennale di caratura mondiale come ambasciatore del semba, pubblicando oltre trenta album celebri (tra cui “Angola 74“). Nel 2018, dopo decenni di censura, è stato insignito in patria della Medaglia al Merito Cívico, sancendo la sua riabilitazione storica.
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