a cura di Ljós Berinn
Nasce a Saint-Lazare, nella banlieue di Montréal, e a cinque anni già dettava poesie alla madre perché le mettesse per iscritto. Magi Merlin è cresciuta sospesa tra la danza e la scrittura, due linguaggi che ancora oggi si intrecciano nel suo corpo e nella sua voce. A diciannove anni lascia la periferia per la metropoli e comincia a scolpire un suono che sfugge a ogni definizione. È lei ad aver coniato la formula “Broken R&B”: un amalgama di punk, neo-soul ed elettronica, frammentato e volutamente imperfetto. Più che un’etichetta, una dichiarazione di intenti. Nei suoi testi abitano il razzismo, l’eteronormatività e il peso del capitalismo sull’arte, mentre le sue influenze corrono da Kendrick Lamar a Rosalía, da Frank Ocean a tutto ciò che non ha ancora un nome.
Dopo gli EP “Gone Girl” (2022) e “A Weird Little Dog” (2025), il 2026 esce il suo primo vero album “Power House”. Il titolo, dice, è “chiunque, con tutte le sue emozioni, le sue contraddizioni, che cerca solo di essere se stessa senza giudicarsi”. Anticipato da “POPSTAR” e “SpiceKick”, il disco è un rituale di molteplicità: non un ritratto, ma una casa piena di stanze, tutte abitate contemporaneamente. Magi Merlin non cerca di definirsi una volta per tutte. Preferisce danzare dentro le proprie contraddizioni, senza chiedere permesso.
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