Sonny John Moore, l’artista che ha contribuito a rivoluzionare la musica elettronica degli anni Dieci del nuovo millennio, trasformandosi nel decennio successivo in uno dei producer più influenti al mondo, nasce a Los Angeles il 15 gennaio 1988. All’età di 16 anni scopre di essere stato adottato, un trauma che lo spinge a rifugiarsi completamente nella musica e nella cultura underground. Nel 2004 diventa il frontman della band post-hardcore From First to Last, con la quale incide due album che riscuotono un certo seguito nel circuito emo e alternative (“Dear Diary, My Teenage Angst Has a Body Count” e “Heroine”). A causa di gravi problemi alle corde vocali, che richiedono diversi interventi chirurgici, Moore si vede però presto costretto ad abbandonare l’esperienza per ridefinire completamente la sua carriera.
La scelta è di spostarsi verso la produzione di musica elettronica, sotto lo pseudonimo Skrillex, e la concretizzazione del lavoro avviene nel 2010 con la pubblicazione di due EP, distribuiti inizialmente in free download, “My Name Is Skrillex” e “Scary Monsters and Nice Sprites”. Skrillex prende la dubstep (fino ad allora cupa, ipnotica e sotterranea) e la ibrida con l’aggressività del metal, le melodie del pop e l’electro house francese di marca Justice / Daft Punk). Il risultato è il cosiddetto “Brostep”, un genere caratterizzato da linee di basso distorte, vocal chop frenetici e drop devastanti. Brani come “Scary Monsters and Nice Sprites” e “First of the Year (Equinox)” diventano virali, trasformandolo in un fenomeno di massa e consentendo all’autore di vincere i primi tre Grammy Awards, nel 2012.
Nel 2011 Moore fonda l’etichetta discografica, la OWSLA, che diventa un incubatore per talenti emergenti (tra cui Porter Robinson, Zedd e Marshmello), nl 2014 pubblica il primo vero album in studio, “Recess“, che debutta alla quarta posizione della Billboard 200. In questo periodo Skrillex dimostra di non essere solo un fenomeno passeggero, ma un produttore camaleontico: unisce le forze con Diplo nel progetto Jack Ü (2013-2016), il loro album omonimo contiene la hit planetaria “Where Are Ü Now“ (con il featuring di Justin Bieber!), traccia che ridefinisce il suono del pop radiofonico di quegli anni e regala a Skrillex altri due Grammy.
Dopo anni di tour estenuanti, fra il 2017 e il 2022, complice anche il periodo della pandemia, Moore riduce drasticamente le apparizioni live. Lavora dietro le quinte come produttore d’élite per pesi massimi della musica mondiale come Beyoncé, Ed Sheeran, Lady Gaga, Travis Scott, FKA Twigs, e si ricongiunge temporaneamente con i From First to Last. È un periodo di transizione e maturazione artistica, lontano dai riflettori della EDM commerciale.
Sarà il 2023 a segnare il “rinascimento”, attraverso la pubblicazione di ben due album – piuttosto diversi fra loro – nello spazio di pochi giorni: “Quest for Fire“, un compendio di musica club eclettico e maturo, che spazia dalla UK garage alla techno, celebrato come uno dei migliori album elettronici del decennio, e “Don’t Get Too Close“, un progetto più intimo, orientato verso il pop sperimentale, l’hip-hop e l’emo-rap. Di lì a poco, insieme ai produttori Fred Again.. e Four Tet forma un trio estemporaneo capace di registrare il tutto esaurito al Madison Square Garden in pochissime ore e di chiudere il Coachella Festival 2023, consolidando il suo status di leggenda vivente della musica elettronica contemporanea.
Nel 2025 consolida la propria posizione con “Fuck U Skrillex You Think Ur Andy Warhol but Ur Not!!“. Oramai headliner in molti dei più importanti Festival musicali in ogni angolo del globo, a giugno del 2026, pochi giorni dopo essersi esibito al Primavera Sound di Barcellona davanti a una folla adorante di oltre sessantamila persone, pubblica “Soma”, nel quale mostra un inedito eclettismo, lasciando entrare in maniera forte ritmi latin nel proprio sound design.
Con ben nove Grammy Awards vinti, Skrillex detiene il record per il maggior numero di statuette vinte da un artista di musica elettronica. Questo grazie alla capacità di reinventarsi: da “nemico pubblico” dei puristi della techno a genio del pop, fino a diventare il padrino rispettato della nuova scena clubbing mondiale, contribuendo a portare l’underground nel mainstream, abbattendo le barriere tra generi, dimostrando che un ragazzo con un laptop (inizialmente produceva con un MacBook e un paio di cuffie rotte) poteva competere con i più grandi studi di registrazione. Se non è punk tutto questo…