Umberto Bindi (Genova, 1932 – Roma, 2002) è stato uno dei più raffinati autori della canzone italiana del dopoguerra. Dotato di una sensibilità melodica e armonica fuori dal comune, ha introdotto nella musica leggera soluzioni compositive sofisticate, influenzate dalla tradizione colta e dalla canzone francese. Dopo l’esordio con “Arrivederci” nel 1959, firma brani destinati a diventare classici come “Il nostro concerto”, “Un giorno, un mese, un anno” e “La musica è finita”, scritta con Franco Califano e presentata a Sanremo nel 1967 da Ornella Vanoni. La sua omosessualità, in un ambiente artistico e sociale ancora fortemente conservatore, contribuì a rendergli difficile la vita pubblica, anche se sarebbe riduttivo ricondurre a un’unica causa le difficoltà della sua carriera. Dopo i primi successi, Bindi incontrò crescenti ostacoli professionali e venne progressivamente emarginato dall’industria discografica e dalla televisione. La sua opera resta una delle testimonianze più originali e personali della stagione d’oro della canzone d’autore italiana.
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