DOS Duo Onirico Sonoro

30-03-2026
di Claudio Lancia

DOS, acronimo di Duo Onirico Sonoro, è un progetto nato dalla cantante e pianista Annalisa De Feo. La musicista dal 2011 per tre anni risiede a Berlino, città nella quale ha l'opportunità di scoprire e assorbire nuove sonorità, sperimentando collaborazioni. Rientrata in Italia, nel 2016 pubblica il primo omonimo album, affiancata dal batterista di estrazione jazz Marco Libanori. Nel 2018 "Jouer et danser" consente al duo accumulare numerosi concerti, sia in Italia che oltre frontiera.
La pandemia rallenta ma non interrompe il percorso artistico di Annalisa, che nel 2022 incide la colonna sonora del docufilm "Nelle terre dei Caetani", regia di Gianfranco Pannone. Nel 2023 il Duo Onirico Sonoro pubblica l'album "Floating", senza più Libanori dietro batteria e pecussioni, ma con la collaborazione del polistrumentista e produttore Nick Valente. Di lì a poco il progetto torna ad essere a tutti gli effetti un DUO grazie all'ingresso in pianta stabile della violoncellista Livia De Romanis. Con questa rnnovata line up nel 2025 arriva il disco della svolta, "Tech Humana", che abbandona definitivamente il jazz per proiettarsi verso il perfezinamento dell'equilibrio fra raffinato modern classical e convincenti slanci electro, mantenendo sempre una decisa impronta sperimentale.
L’apertura è affidata alle note dissonanti del violoncello e ad un corpo metallico che sfrega le corde del pianoforte: un incipit che sa di avanguardismo, di ricerca del suono inusuale, poco allineato. “All About Thinking” ristabilisce una sorta di provvisoria quiete, con i due strumenti che si inseguono a vicenda, modellando una morbida danza che abilmente si increspa attraverso un crescendo alimentato dall’intervento del contrabbasso di Jacopo Ferrazza. Nell’economia dell’album, la successiva “Kalim” porta invece in dotazione un deciso tocco esotico, per mezzo del suono della kalimba e di un pianoforte che a tratti ricama motivi dall’inconfondibile sapore latino. 
“From Deep Of The Air” è la traccia più canonicamente modern classical, una meraviglia che si posiziona fra le evocative visioni di Sakamoto e il malinconico impressionismo urbano di Dardust. Attraverso “Tala”, riuscito esperimento per violoncello, elettronica e voce (ma una voce come potrebbe essere trattata da Arca), si cambia totalmente scenario: “Shifting Landscapes” rappresenta il pregevole riassunto degli anni berlinesi di Annalisa, un altro crescendo, ma questa volta concepito dal punto di vista del beatmaker, costruito con la collaborazione di Simone Alessandrini al sax e alle interferenze elettroacustiche, una sintesi in grado di funzionare nei club più underground di Londra e New York. La spirale continua a roteare nella doppietta conclusiva, “Tech Humana”/“Growing Spiral”, mantra ossessivo dai tratti psichedelici che sancisce nuovi sfidanti sviluppi in chiave electro-wave.

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