Flavio Giurato

30-03-2026
Cantautore di particolarissima ispirazione e (purtroppo) scarsi riscontri commerciali, Flavio Giurato è nato a Roma nel 1951, figlio di un diplomatico, fratello minore del giornalista Luca. Il suo esordito nella musica avviene nel 1978, con un concept-album, "Per futili motivi", prodotto da Michelangelo Romano. Nei tredici brani che compongono il disco, Giurato racconta la storia di un giovane che nel passaggio all'età adulta vive il fascismo e le vicende della seconda guerra mondiale. Con toni quasi cronachistici, si parla di bombardamenti, di emozioni, ma anche di amori, di incontri. Il disco, per il quale appare arduo rintracciare un punto di riferimento ispirativo, è quindi assai insolito e coraggioso.

Dopo alcuni anni di silenzio ricompare sulla scena con un disco che si propone in una nuova dimensione e con il supporto video. "Il tuffatore" - titolo sia dell'album che del singolo - è stato tra i video più trasmessi all'interno della trasmissione "Mister Fantasy" di Carlo Massarini.
Nella successiva produzione discografica sono raccontate le emozioni, i sentimenti della fantastica avventura di "Marco Polo", che è anche il titolo dell'album. La singolarità di "Marco Polo", la sua irripetibilità, o l'indifferenza commerciale che dovette affrontare, non vanno ricercate nell'utilizzo, da parte dell'autore, di una forma eccessivamente complessa, ermetica, impenetrabile. Non è un lavoro che insegue la rappresentazione di un universo talmente personale da finire col coincidere con la sfera della propria individualità. O, almeno, non solo. Giurato imbocca, al contrario, la strada della grande narrazione. Sceglie di raccontare le gesta di Marco Polo. L'autore diventa così narratore extradiegetico della vicenda, cioè racconta gli accadimenti dall'esterno della storia stessa. Ma nell'architettare il discorso e la sua evoluzione, nel conferire al racconto una sua personalissima tensione, Giurato innesca quello che è a tutti gli effetti il motore propulsivo di tutto il disco: la dialettica degli opposti. Non canta Marco Polo, ma finisce per esserne agito. Non narra le gesta del viaggiatore veneziano ma vi si confonde, in un gioco di rispecchiamenti e riflessi in cui l'uno si perde nell'altro e l'altro riaffiora nel primo. E Marco Polo nell'essere cantato finisce per accogliere tutto il dolore e l'umanità di un narratore che, nel raccontare di un viaggio, vi s'imbarca.

Nonostante il silenzio discografico durato per tutti gli anni 90, Flavio Giurato ha continuato a scrivere canzoni e a suonare talvolta dal vivo, per puro piacere. Nel 2001 è uscito un suo nuovo disco Il manuale del cantautore, comprendente cinque nuove canzoni incise tra 1990 e 1996.