di Claudio Lancia
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Gli Hate Moss nascono a Londra da un’idea di Tina Galassi (nata nel 1995 a Guardiagrele, Abruzzo, Italia) e Ian Carvalho (nato nel 1985 a Goiânia, Goiás, Brasile). La loro collaborazione era iniziata nel 2017 con la fondazione di Stock-a Records, etichetta indipendente in seguito evolutasi nel collettivo artistico Stock-a Production. Il progetto musicale nasce nel 2018, con l’uscita del primo singolo “Honey”, seguito da un tour che tocca Brasile, Italia e Regno Unito. Tina si occupa delle parti elettroniche, Ian dellall batteria; i duo si autodefinisce "post punk-electroclash", ma in realtà la proposta musicale degli Hate Moss è ben più trasversale.
Il loro album di debutto, "Live Twothousandhatein", è stato pubblicato nel maggio 2019, e punta a far ballare con le spirali di “Honey” o a indirizzare le chitarre in modalità brit in “Mirror”, i due videoclip diffusi su YouTube. La storia si indirizza sul binario giusto sin dall’iniziale “Funerale” (che arriva dopo la breve intro “Hanged Man”): visioni wave attualizzate nell’unica traccia costruita in italiano. Le chitarre sono di Alessandro Bianchi, mentre al basso si sono alternati diversi amici musicisti.
Dopo una serie di concerti in Spagna, Portogallo e Turchia, nel 2019 gli Hate Moss vengono coinvolti dalla Biennale per una performance durante il vernissage di Heat nella Chiesa della Misericordia a Venezia. L'anno successivo, durante il primo lockdown, trascorso a Londra, producono e pubblicano “Fog”.
Nel maggio 2022 è la volta del secondo album, “NaN”, edito da Stock-a Productions in collaborazione con l’etichetta brasiliana Before Sunrise Records. Nel 2023 segue un nuovo tour di oltre 150 date che tocca grna parte del territorio europeo, con coda nel 2024 in Sud America (Brasile, Uruguay, Argentina e Cile) durante il quale sono ospiti del Festival do Sol (Natal) e del Morrostock (Rio Grande do Sul). Nello stesso periodo, il duo coinvolge amici e musicisti per remixare o reinterpretare alcuni brani dell’album "NaN". Il progetto è stato pubblicato in digitale, una traccia alla volta, lungo tutto il 2024.
A giugno 2025 esce l’EP "Mercimek Days", che avvia la collaborazione con l'etichetta bolognese Trovarobato, composto da un brano inedito, “AIKNOW”e tre tracce registrate dal vivo nel marzo 2025 al Karga, un bar nel quartiere Kadikoy, sulla sponda asiatica di Istanbul. Tra i brani live troviamo una versione alternativa della stessa “AIKNOW”, il brano “Remake the Time” (Parte 1 e Parte 2) – la cui versione originale è presente nel vinile dell’album di debutto della band "Live Twothousandhatein" – e “Birdaha”, brano cantata in turco e realizzato in collaborazione con il musicista locale Mutlu Oral.
La collaborazione con Trovarobato è confermata anche per la realizzazione di "A Hot Mess", il terzo album del duo italo-brasiliano, diffuso a fine gennaio 2026, otto nuove tracce che si distinguono per l’eterogeneità sia linguistica che stilistica. Le canzoni contenute in “A Hot Mess” sono rese in quattro lingue, italiano, inglese, spagnolo e portoghese, scelta che rende l’album un perfetto prodotto da export, dal profilo spiccatamente globalista. Ibridazioni di linguaggi che avanzano di pari passo con il meltin’ pot di generi, che evidenzia l’irrequietezza artistica del duo, la ferma intenzione di condensare influenze stilistiche e interferenze culturali. Del resto, il titolo stesso del disco è un anagramma, il rimescolamento delle lettere che compongono il nome della band. L’iniziale title track è già da sola una riuscita sintesi di indie-rock e club music suonata, ma nell’economia dell’album non è certo secondaria la cura riservata all’elaborazione dei testi, che evidenziano tensione sociale e denuncia politica, come nel caso di “Bianca”, che affronta con realismo e rara delicatezza il drammatico tema delle morti sul lavoro, e “Mentiras”, affermazione collettiva contro le bugie del mondo tardo capitalista espressa sotto forma di robusto rock iberico. In “Paradox” l'azzeccato diversivo impresso dal sassofono di Tyto (Beppe Scardino) si srotola su una batteria implacabile, mentre per “Amor Sincreto” l'atmosfera si arricchisce di ritmiche tribali, abbracciando sfumature world e il featuring del brasiliano Vitor Brauer (Lupe de Lupe).
Contaminazioni nate durante il tour dell'anno precedente, che ha toccato numerosi paesi di Europa, Sud America, e Medio Oriente, specchio delle esperienze vissute frequentando la scena musicale e culturale alternativa degli stessi. Ma il vero salto in avanti del disco giunge nella parte conclusiva, quando il duo italo-brasiliano dimostra di saper maneggiare molto bene anche elementi legati alla club culture, attraverso la techno di “Charon” e la house di “Just Another Dream”, il tutto agevolato dalla presenza del producer e sound designer Pour Atom Oil (Mauro Polito, altro italiano trapiantato a Londra), spunti che rendono “A Hot Mess” un viaggio sonoro industrial-electroclash ancor più denso. La copertina, un acrilico su tela 60×60 cm realizzato dall’artista Vhro (Sara Vaccaro), nasce da una collaborazione tra la band e la pittrice: un paesaggio distopico, ottenuto attraverso la saturazione digitale di riferimenti religiosi, reinterpretato su tela restituendone l’interpretazione umana.