Mumford & Sons

30-03-2026
I Mumford & Sons sono una band britannica formatasi nel 2007, divenuta rapidamente sinonimo di un folk-rock impetuoso e magniloquente, costruito su impalcature di banjo, tamburi marziali e cori da stadio. Fin dagli esordi con "Sigh No More", il quartetto guidato da Marcus Mumford ha saputo intercettare un pubblico affamato di melodie solenni e narrazioni cariche di pathos, confezionando un sound che oscillava tra l’intimità del folk acustico e l’enfasi tipica dell’indie-rock dell’epoca.

L’album successivo, "Babel", ha amplificato ulteriormente la formula, regalando alla band un successo commerciale imponente, culminato in un Grammy per il miglior album dell’anno. Ma se il pubblico continuava a rispondere con entusiasmo, la critica iniziava a intravedere i limiti di un’estetica ridondante, in cui la tensione drammatica sembrava più un espediente che una necessità espressiva.
La svolta è arrivata con "Wilder Mind", un disco che ha abbandonato le radici folk in favore di un rock più elettrico e patinato, nel tentativo di reinventarsi senza perdere il favore delle masse. Il risultato è stato un lavoro divisivo, privo della spontaneità dei primi anni, ma funzionale nell’espandere il raggio d’azione del gruppo.

Dopo "Johannesburg", esperimento world di Marcus Mumford e soci in un Ep condiviso con musicisti africani, con "Delta" (2018), i Mumford & Sons hanno tentato di giocare con strutture più stratificate e atmosfere rarefatte, senza però riuscire a sottrarsi del tutto alla retorica epica che da sempre li contraddistingue. Nonostante una produzione sempre più elaborata, la sensazione è che i Mumford & Sons abbiano progressivamente smarrito l’urgenza iniziale, diventando vittime della loro stessa grandeur. Restano un fenomeno indiscutibile della musica contemporanea, capaci di riempire arene e festival, ma la loro traiettoria artistica solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine di un sound che vive di ripetizioni più che di autentiche evoluzioni.

Dopo un periodo di pausa durato sette anni, durante il quale il frontman Marcus Mumford ha intrapreso una carriera solista e il chitarrista/banjoista Winston Marshall ha lasciato il gruppo nel 2021, i Mumford & Sons ritornano sulla scena musicale con il loro quinto album in studio, "Rushmere", pubblicato il 28 marzo 2025. Questo lavoro segna un ritorno alle sonorità folk che hanno caratterizzato gli esordi della band, abbandonando le sperimentazioni elettroniche presenti in “Delta”.
Registrato tra Nashville, Savannah e il Devon sotto la produzione di Dave Cobb, "Rushmere" prende il nome da uno stagno situato a Wimbledon Common, luogo simbolico per la formazione del gruppo. Il disco si apre con "Malibu", un brano che, attraverso una lenta costruzione sonora, reintroduce l'uso del banjo e delle armonie vocali, elementi distintivi del loro sound originario.
Tuttavia, nonostante l'intento nostalgico, l'album non riesce a sfuggire a una certa monotonia. Brani come "Anchor" evidenziano testi intrisi di autocommiserazione, mentre la title track tenta di rievocare l'innocenza adolescenziale senza però apportare una reale innovazione al loro repertorio.
In definitiva, "Rushmere" appare come un tentativo di riconciliazione con le proprie radici, ma rischia di risultare un esercizio di stile più che una vera evoluzione artistica.