Morten Harket, lo storico frontman degli a-ha, ha rivelato pubblicamente di essere affetto dal morbo di Parkinson. Dopo anni di silenzio, il carismatico cantante norvegese ha scelto di condividere la notizia con i fan per affrontare con trasparenza la nuova fase della sua vita, come riferisce il sito ufficiale della band. “Accettare la diagnosi non è stato difficile”, racconta Harket, “ma ho avuto bisogno di pace per lavorare e adattarmi”. La malattia, che colpisce la coordinazione motoria a causa della perdita di cellule cerebrali produttrici di dopamina, non è fatale ma progredisce nel tempo. In Norvegia si contano circa 13.000 casi, mentre a livello globale le persone colpite sono almeno 10 milioni.
Nel 2024 - rivela ancora a-ha.com - Harket si è sottoposto a due delicati interventi di stimolazione cerebrale profonda (DBS) alla Mayo Clinic negli Stati Uniti. Elettrodi impiantati nel cervello, connessi a un piccolo dispositivo sotto pelle, inviano impulsi elettrici capaci di ridurre drasticamente i sintomi motori. I risultati sono stati straordinari: oggi, nei giorni buoni, Morten non mostra quasi alcun sintomo evidente della malattia. Tuttavia, la gestione quotidiana rimane complessa. Il delicato equilibrio tra farmaci, sonno, dieta e stimolazioni elettriche richiede attenzione costante, e le ricadute non mancano. Il suo strumento più riconoscibile – la voce – è uno degli aspetti più colpiti dalla malattia e dai farmaci. Sebbene riesca ancora a cantare in certi momenti, Harket confessa che non si sente più pronto a esibirsi come un tempo. Eppure, nell'intervista a Jan Omdahl presente sul sito, rivela di non vivere questa perdita come una tragedia. “Non mi sono mai identificato unicamente come cantante. È una responsabilità che mi sono assunto, ma ho anche altre passioni e parti di me altrettanto importanti”.
Harket ha voluto evitare a lungo la ribalta mediatica sulla sua condizione, per proteggere la propria privacy. Ma ora, sapendo che ogni apparizione pubblica solleverà domande, preferisce affrontare apertamente la verità. “Riceverò tanti consigli e teorie alternative, tutti ben intenzionati. Ma devo seguire i medici che si occupano di me e delle ricerche più avanzate. Non posso permettermi distrazioni”, afferma, rivolgendosi poi ai fan: “Non preoccupatevi per me. Cercate ogni giorno chi volete essere. Difendete la natura, la base della nostra esistenza. Concentratevi sui veri problemi del mondo: io sono in buone mani”. Nonostante le incertezze, Morten non esclude un ritorno creativo. Sta scrivendo testi, registrando bozze di canzoni e riflettendo su nuovi progetti. “Mi piacerebbe uscire con qualcosa di completamente fuori dagli schemi, come artista e come paziente di Parkinson. Ma prima devo togliermi questo peso, nascondere la malattia mi pesava più che renderla pubblica”, ha concluso.
Un nome che sembra una esclamazione uscita da un fumetto, un frontman con un fisico da modello e un sound melodico e plasticato nel classico stile dei frivoli anni Ottanta. Come potevano, gli a-ha, pensare di poter superare indenni le forche caudine della critica? Impossibile, almeno nel breve termine, perché poi, come spesso accade, il tempo galantuomo avrebbe restituito anche alla band norvegese la patente di credibilità negata all'epoca, anche a dispetto delle tonnellate di dischi venduti e della freschezza di brani che in breve tempo riuscirono a fare breccia nell'immaginario collettivo. Un successo commerciale del tutto inaspettato per quei “tre ragazzi immaginari” dei fiordi norvegesi, cresciuti con il mito dei Doors e del rock degli anni 60-70, ma pienamente consapevoli di quali fossero i suoni e gli umori dominanti del decennio più colorato e glamour.
Formata a Oslo nel 1982 da Morten Harket (voce), Paul Waaktaar-Savoy (chitarra, autore principale) e Magne Furuholmen (tastiere), la band norvegese raggiunse il successo mondiale nel 1985 con l’album di debutto "Hunting High and Low", trainato dal celebre singolo "Take On Me", accompagnato da un rivoluzionario video in tecnica rotoscopica. Altri brani iconici dello stesso disco sono "The Sun Always Shines on T.V." e "Hunting High And Low". Nel corso degli anni 80 pubblicarono altri album di successo come "Scoundrel Days" (1986), con brani come "Cry Wolf", e "Stay on These Roads" (1988), contenente l’omonimo singolo e "The Living Daylights", colonna sonora di un film di James Bond. Negli anni 90, dopo "East Of The Sun, West Of The Moon" (1990) e "Memorial Beach" (1993), la band si prese una lunga pausa, tornando nel 2000 con "Minor Earth Major Sky", seguito da "Lifelines" (2002), "Analogue" (2005) e "Foot of the Mountain" (2009). Dopo un primo scioglimento nel 2010 e varie reunion, gli a-ha hanno continuato a pubblicare nuova musica, come "Cast in Steel" (2015) e "True North" (2022), mostrando una continua evoluzione artistica tra pop, elettronica e atmosfere cinematografiche. Noti per la loro eleganza sonora e la voce cristallina di Harket, gli a-ha sono tra i gruppi synth-pop europei più originali e di maggior successo.