All Tomorrow’s Parties Festival chiude, le scuse ufficiali mentre gli artisti si ribellano

16-06-2016
Dopo varie controversie, giunge l'annuncio definitivo che l'ATP Festival non si svolgerà più. Gli effetti immediati della cancellazione della rassegna musicale comportano un annullamento dell'edizione islandese dell'ATP e un cambio di gestione per quanto concerne l'edizione britannica del festival. Ma gli artisti che si sarebbero esibiti non si arrendono alla cancellazione e citano l'ATP Festival per "failure to honour" (promessa non mantenuta). Nell'ultima decade il festival, fondato nel 2001 da Barry Hogan, ha offerto spazio ad artisti del calibro di Jeff Mangum (Neutral Milk Hotel),  My Bloody Valentine, Shellac, Animal Collective. Tuttavia già da aprile di quest'anno, a seguito di vari cambiamenti organizzativi, si temeva la chiusura della rassegna. L'account facebook ufficiale dell'ATP si è scusata in una nota stampa: "È con profonda tristezza che annunciamo la chiusura degli ATP Festival e della promozione dei concerti. Dopo mesi di speculazioni, i nostri fondi per l'edizione islandese sono stati rimossi e non siamo più capaci di continuare, perciò chiuderemo l'intera area concerti dell'ATP con immediato effetto da adesso". Inoltre, il post sottolinea che i biglietti acquistati per l'edizione britannica resteranno validi, anche sotto la nuova gestione.