Dopo varie controversie, giunge l'annuncio definitivo che l'ATP Festival non si svolgerà più. Gli effetti immediati della cancellazione della rassegna musicale comportano un annullamento dell'edizione islandese dell'ATP e un cambio di gestione per quanto concerne l'edizione britannica del festival. Ma gli artisti che si sarebbero esibiti non si arrendono alla cancellazione e citano l'ATP Festival per "failure to honour" (promessa non mantenuta). Nell'ultima decade il festival, fondato nel 2001 da Barry Hogan, ha offerto spazio ad artisti del calibro di Jeff Mangum (
Neutral Milk Hotel),
My Bloody Valentine,
Shellac,
Animal Collective. Tuttavia già da aprile di quest'anno, a seguito di vari cambiamenti organizzativi, si temeva la chiusura della rassegna. L'account facebook ufficiale dell'ATP si è scusata in una nota stampa: "È con profonda tristezza che annunciamo la chiusura degli ATP Festival e della promozione dei concerti. Dopo mesi di speculazioni, i nostri fondi per l'edizione islandese sono stati rimossi e non siamo più capaci di continuare, perciò chiuderemo l'intera area concerti dell'ATP con immediato effetto da adesso". Inoltre, il post sottolinea che i biglietti acquistati per l'edizione britannica resteranno validi, anche sotto la nuova gestione.