ANTEPRIMA: OSSI – Naturalmente non possiamo pagarti” [Video]

03-11-2022

Si intitola “Naturalmente non possiamo pagarti” il nuovo singolo degli OSSI, il cui videoclip - per la regia, fotografia e montaggio di Federico Lanzini, e soggetto e sceneggiatura a cura di Vittorio Nistri - è in anteprima esclusiva sulla homepage di Ondarock. Incluso nell’album di esordio dei cantastorie psichedelici OSSI (Snowdonia Dischi, 2022), il video di “Naturalmente non possiamo pagarti” è stato concepito non tanto come un clip musicale quanto come un vero e proprio mini-film, con una decina di set diversi e una ventina di attori. Con un'irriverenza ispirata a Monthy Python e a Zappa, il duo inanella una serie di lavori votati alla catastrofe economica, in quanto senza futuro e/o senza retribuzione. Spuntano quindi nell’ordine il pizza-boy in pattino che sfida il mare tempestoso per recapitare una margherita ad un sub con boccaglio, tovagliolo al collo e posate in mano (ma senza portafoglio); un fantomatico lustratore di cassonetti della spazzatura, che si sbraccia in una città invasa dai rifiuti; aste umane per batteria; il venditore ambulante di rose ad un raduno di Hells Angels, con tanto di piccolo errore di target perché al raduno ci sono solo uominiil dj super-cool che però non è non in una discoteca di tendenza, bensì in una remota Casa Del Popolo, durante un torneo di canasta; il Grande Fauno (feat Duccio Dal Monte, special guest from Vienna), in aulica toga bianca fatta con lenzuolo e spille da balia; musicisti non “di strada” ma “per strada” - o meglio, sotto la strada: letteralmente finiti sotto a un ponte. E ancora i Nosferatu delle Risorse Umane, probabilmente gli unici ben pagati del lotto, comunque pertinenti al brano in quanto il loro lavoro è tagliare il lavoro ad altri. A chiudere, il disgraziato che mette il suo curriculum in una bottiglia e la getta in mare, dove si scontra con centinaia di analoghe bottiglie. Il poeta Luca Bonaguidi scrive: “Un pezzo che dovrebbe andare in rotazione ovunque. Un inno per i superflui, ma che dico, una hit per chi ha vissuto sulla sua pelle questi tempi osceni in cui tutto ha un costo e niente ha un valore, nemmeno le persone. Vittorio Nistri e Simone Tilli continuano imperterriti a seminare un senso anche per chi si è sentito dire di non averlo”.