Blondie: Debbie Harry svela i piani per un biopic e l’attrice da cui vorrebbe essere interpretata

21-10-2025
Da tempo circolano voci su un imminente biopic sui Blondie. E Debbie Harry non ha dubbi sull'eventuale protagonista. Se mai dovesse prendere forma un biopic dedicato alla sua vita o alla storia della band newyorkese, la leggendaria frontwoman di "Heart Of Glass" sogna di essere interpretata da Florence Pugh.
In una recente intervista al Sunday Times, la cantante americana, 80 anni compiuti lo scorso luglio, ha confessato con entusiasmo: "Se dovesse essere Florence Pugh sarei in paradiso. Credo che sia una grande attrice e che sia in grado di fare qualsiasi cosa". Un desiderio che, curiosamente, trova eco nelle parole della stessa Pugh: già nel 2020, al Santa Barbara International Film Festival, l’attrice britannica aveva espresso il desiderio di interpretare Debbie Harry, definendola “davvero cool”. Un incrocio di ammirazioni che oggi alimenta le speranze dei fan di vedere sullo schermo un incontro tra due icone di generazioni diverse.
Pugh, peraltro, è stata recentemente protagonista di un video musicale, ovvero quello di "Zombie" di Yungblud (vedi qui sotto).



Per ora il film resta un’ipotesi, ma non un’idea campata in aria. Da tempo si parla di un progetto in sviluppo, accanto a un documentario sulla band, con la regista Charlotte Wells indicata tra i nomi coinvolti. Nulla di ufficiale, ma la prospettiva di un film che racconti la parabola dei Blondie - la band che alla fine dei Settanta seppe fondere punk, pop e disco in un inconfondibile linguaggio urbano - sembra sempre più concreta.
Harry, tuttavia, immagina qualcosa che vada oltre il semplice racconto biografico: "Non vorrei solo raccontare la band," ha spiegato, "ma dare una prospettiva sul tempo, sulla creatività, su quello che succedeva nella New York underground".

Non è la prima volta che Debbie Harry parla della possibilità di un film sulla sua carriera. Già nel 2014, intervistata da Nme, aveva detto di essere favorevole all’idea, pur riconoscendo i limiti inevitabili di un racconto cinematografico: “Non abbiamo mai tenuto diari o registri di quegli anni,” aveva ammesso, “perciò un biopic non potrebbe che scalfire la superficie di quel mondo.” Tuttavia, aveva aggiunto, se il risultato fosse “onesto, ben recitato e ben diretto”, allora sì, sarebbe disposta a sostenerlo.
Negli ultimi anni, la cantante newyorkese ha attraversato una fase di riflessione. La morte del batterista Clem Burke e i problemi di salute di Chris Stein, storico chitarrista e co-fondatore del gruppo, hanno segnato profondamente i Blondie. “Tenere insieme una rock band per cinquant’anni è come un matrimonio,” ha detto Harry, “richiede impegno, compromessi e un’infinita passione”.
Ma, nonostante tutto, i Blondie non sembrano intenzionati a fermarsi. È infatti in lavorazione un nuovo album, ancora senza una data d’uscita ufficiale, che dovrebbe succedere a "Pollinator" del 2017. Il progetto, dal titolo provvisorio "High Noon", si preannuncia come un ponte tra passato e futuro: un disco che guarda alle origini, ma con lo sguardo rivolto in avanti — proprio come la sua protagonista.

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