Mercoledì 18 alle 23,50 (poi in streaming su RaiPlay) andrà in onda su Rai5 "Bruce Springsteen: Born To Rock", il documentario, firmato dal regista Jordan Hill, che ripercorre l'intera carriera del Boss, dal Jersey Shore ai trionfali tour negli stadi sold-out di tutto il mondo. Un sogno americano narrato dallo stesso Bruce Springsteen in quasi un'ora di durata, con un titolo che è un chiaro omaggio al suo capolavoro del 1975 "Born To Run".
Intanto il musicista del New Jersey ha autorizzato l’utilizzo della sua celebre hit "Born In The U.S.A." come commento sonoro di un nuovo video di denuncia contro l'Ice (U.S. Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale responsabile dei controlli su immigrazione e dogane. Il filmato alterna immagini di operazioni condotte dagli agenti dell’ICE a estratti audio provenienti da interventi pubblici del Boss. In uno di questi, Springsteen chiede all’agenzia di “andarsene da Minneapolis”, mentre scorrono sequenze di fermi e arresti nelle strade della città. In sottofondo si ascolta anche la sua voce denunciare l’allontanamento di residenti “senza un giusto processo” e la loro deportazione in centri di detenzione o strutture all’estero. Guarda il video qui sotto.
Secondo quanto riportato dall’Asbury Park Press, l’artista ha concesso per il video l’utilizzo di diversi frammenti di concerti in cui, dal palco, ha criticato apertamente le politiche migratorie dell’amministrazione Trump. Una presa di posizione che si inserisce nella stessa traiettoria della recente "Streets Of Minneapolis", presentata dal vivo in occasione di un evento benefico promosso dal chitarrista Tom Morello dei Rage Against the Machine, intitolato "Defend Minnesota". L’iniziativa è nata dopo l’uccisione, lo scorso gennaio, di due cittadini statunitensi, Renee Good e Alex Pretti, colpiti a morte durante operazioni riconducibili all’ICE. Con "Streets Of Minneapolis" Springsteen ha trasformato l’episodio in materia narrativa, collocando la vicenda all’interno di una più ampia critica all’azione federale nelle città americane. L’utilizzo di "Born In The U.S.A." in questo nuovo video consolida una linea espressiva che, nel suo caso, intreccia repertorio storico e attualità politica, riaffermando una posizione pubblica già esplicitata più volte negli ultimi anni.