David Bowie: l’omaggio di Rai5 con il documentario “Ziggy Stardust and The Spiders From Mars”

11-11-2025
Mercoledì 12 novembre alle 23,10 su Rai5 (poi in streaming su RaiPlay) andrà in onda “Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”, film concerto realizzato in occasione dello show che David Bowie tenne all'Hammersmith Odeon di Londra il 3 luglio 1973.
Girato in 16 mm da D.A. Pennebaker, quindi remixato da Bowie e Tony Visconti nel 1981, il film testimonia il concerto finale del tour che consacrò il successo del dandy londinese con gli Spiders from Mars, la band che lo accompagnava in questo periodo, e che consegnò alla storia del rock il suo alter ego Ziggy Stardust, personaggio androgino e stravagante che creò per il suo album del 1972 "The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars". Una pellicola che rappresenta un momento storico nella carriera di Bowie, al termine della sua gloriosa parabola glam, nonché un classico della documentaristica musicale.

Questa la scaletta di quello storico concerto:

Hang On to Yourself
Ziggy Stardust
Watch That Man
Wild Eyed Boy From Freecloud
All the Young Dudes
Oh! You Pretty Things
Moonage Daydream
Changes
Space Oddity
My Death
William Tell Overture
Cracked Actor
Time
The Width of a Circle
Let’s Spend the Night Together
Suffragette City
White Light/White Heat

The Jean Genie ft. Jeff Beck

Love Me Do ft. Jeff Beck
Around and Around ft. Jeff Beck

Rock ‘n’ Roll Suicide

A proposito dell'era Ziggy Stardust, Parlophone Records ha di recente pubblicato un monumentale box dedicato a quel periodo di David Bowie. Si intitola "Rock'n'Roll Star!" e contiene 5 cd e 1 Blu-Ray, con 29 brani inediti, inclusi primi demo, outtake, versioni alternative, registrazioni della band di David, The Arnold Corns, prove nell'allora casa di Bowie, la Haddon Hall, sessioni della Bbc e performance live.
Intanto ha aperto al pubblico nel cuore pulsante dell’East End londinese il David Bowie Centre for the Study of Performing Arts, un nuovo polo culturale interamente dedicato all’arte e all’eredità del “Duca Bianco”.
Ospitato all’interno del V&A East Storehouse – la nuova sede distaccata del Victoria and Albert Museum, progettata dallo studio Diller Scofidio + Renfro – il centro custodisce oltre 90.000 oggetti provenienti dall’archivio personale di Bowie: costumi di scena, strumenti musicali, disegni, manoscritti, fotografie, memorabilia, lettere dei fan e materiali inediti che raccontano cinque decenni di cultura popolare, dal beat londinese degli anni 60 alle metamorfosi artistiche degli anni 80 e oltre.
A differenza di un museo tradizionale, il David Bowie Centre nasce come archivio aperto, un luogo vivo dove l’opera dell’artista non si limita a essere conservata, ma continua a ispirare nuove generazioni. “Bowie avrebbe voluto che questo archivio fosse uno strumento per alimentare la creatività degli altri”, ha spiegato la curatrice Madeleine Haddon durante l’anteprima stampa.

Ziggy Stardust, a oltre 50 anni dalla sua nascita, rimane la maschera più celebre di David Bowie, assieme all'algido White Duke. Merito soprattutto di un album, "The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars", che ha segnato un'epoca, suggellando definitivamente l'era glam. Uscito nei negozi per l'etichetta Rca il 16 giugno del 1972, quel fumettone sci-fi, affollato di alieni androgini e decadenti proiettati nei sogni dell'era spaziale, spalancò gli occhi a milioni di persone, abbattendo tutte le convenzioni dell'epoca con l'energia della sua carica immaginifica e trasgressiva. Attraverso il suo alter ego dai capelli color carota, Bowie ha portato sul palco l'anima più istintiva e animale del rock, che aveva personalmente conosciuto in carne, ossa (e squame) nell'Iguana Iggy Pop, il suo inseparabile "amico americano". Al tempo stesso, attraverso quella farsesca e magniloquente messinscena, David Robert Jones si faceva beffe degli stereotipi machisti tutti sangue & sudore, in un profluvio di lustrini, paillettes e polvere di stelle. Falso e fatale, contraddittorio e ingannevole come la vita stessa. Alla faccia del mito della sincerità del rocker.

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