È morto a 78 anni Doug Ingle, cantante e organista fondatore degli Iron Butterfly. Fu anche coautore della più celebre hit della formazione hard-rock californiana, "In-A-Gadda-Da-Vida". È stato il figlio del cantante, Doug Ingle Jr., a dare la notizia sui social media (tramite Blabbermouth): “È con il cuore pesante e con grande tristezza che devo annunciare la scomparsa di mio padre Doug Ingle. Papà è morto serenamente venerdì sera alla presenza della famiglia”. Non è stata fornita alcuna informazione sulle cause della morte.
Ingle era l’ultimo superstite della formazione "classica" degli Iron Butterfly, dell'era “In-A-Gadda-Da-Vida” (vedi il video qui sotto): il chitarrista Erik Brann è morto nel 2003 all'età di 52 anni, il bassista Lee Dornan nel 2012 a 70 anni e il batterista Ron Bushy nel 2021 a 79 anni.
Dei quattro musicisti della formazione di "In-A-Gadda-Da-Vida", Ingle era l'unico membro fondatore, avendo contribuito a far nascere gli Iron Butterfly a San Diego nel 1966. Dopo una serie di cambi di formazione, gli Iron Butterfly, inclusi Ingle e Bushy, pubblicarono in formazione a cinque il disco d’esordio "Heavy" nel 1968; subito dopo l'uscita dell’album, tre membri se ne andarono e furono sostituiti da Brann e Dornan, dando vita alla formazione che avrebbe creato l'epopea psych-rock di 17 minuti di "In-A-Gadda-Da-Vida" (1968), uno dei più definitivi deliri psichedelici di tutti i tempi, nonché uno dei primi esempi di heavy-psych, uno stile che unisce la propensione allucinata alla passione per suoni duri e spigolosi, dominati da imponenti riff di chitarra. La leggenda inizia con lo stravagante titolo, secondo una curiosa storiella una storpiatura "stupefacente" del più comprensibile “In The Garden Of Eden”. Poi, dopo il titolo, c'è il brano: 17 minuti di orgia strumentale, il cui pretesto è un breve tema musicale esposto all'inizio. In 3 minuti scarsi la canzone è diventata una jam incendiaria, dalle regole lasche, che ridottasi a una più essenziale forma attorno al sesto minuto lascia spazio a un lungo, tribale assolo di batteria, quindi a un organo liturgico e infine a un violento ritorno del motivo principale della chitarra, per concludere con una febbricitante danza tribale. Insieme a Blue Cheer, Steppenwolf e pochi altri, gli Iron Butterfly diventano i padri del lato più duro della psichedelia con questo torrenziale brano. Una versione semplificata della lunga “In-A-Gadda-Da-Vida”, senza gli assoli e di appena 2:53, diverrà inaspettatamente una hit. E l'album diventerà il primo disco di platino della storia della RIAA, aggiungendo a quel riconoscimento altri tre premi equivalenti negli anni successivi: l'incredibile cifra di 30 milioni di dischi venduti consente di annoverare “In-A-Gadda-Da-Vida” fra i bestseller di tutti i tempi.
La formazione classica tentò rapidamente di capitalizzare il successo con “Ball” del 1969, scritto principalmente da Ingle, ma l'album non riuscì a produrre alcun singolo di successo. Il cantante rimase con gli Iron Butterfly per un altro album in studio, “Metamorphosis”, negli anni 70, prima che la band si sciogliesse nel 1971, in parte a causa dei debiti contratti dalla band a causa della cattiva gestione.
Quando Bushy e Brann riunirono gli Iron Butterfly nel 1975, Ingle non partecipò, anche se si esibì con alcune delle innumerevoli incarnazioni degli Iron Butterfly che furono in tournée nei decenni successivi, inclusa l'ultima nel 1999.