Franz Di Cioccio: “Non ho mai detto che i Genesis devono ringraziare la Pfm. E i Led Zeppelin…”

28-01-2026

Dopo le interpretazioni emerse in seguito a un’intervista concessa al Corriere della Sera per i suoi 80 anni, Franz Di Cioccio è intervenuto direttamente sui social per precisare il senso di alcune affermazioni che, a suo dire, sono state travisate. Il leader della Pfm ha voluto fare chiarezza su due temi che da tempo riaffiorano ciclicamente: il rapporto tra la scena prog italiana e il successo dei Genesis e la voce secondo cui avrebbe potuto entrare nei Led Zeppelin dopo la morte di John Bonham.

Al centro della prima questione c’è un titolo che attribuiva a Di Cioccio l’idea che "senza la Pfm i Genesis non sarebbero esistiti". Un’affermazione che il musicista smentisce ora con decisione, ricostruendo il contesto di una dichiarazione di Phil Collins spesso citata in modo improprio. Lo fa in un lungo messaggio pubblicato su Facebook, che riportiamo integralmente: "Buona sera a tutti. Facciamo un po' di chiarezza. Nessuno ha mai dichiarato che i Genesis devono dire grazie a Pfm per quello che sono. Phil Collins dichiarò che grazie a Pfm, e io aggiungo grazie anche a tutta la scena prog italiana dell'epoca, i Genesis hanno dato inizio al successo sperato. La band era già attiva da tempo, ma nella loro Terra non avevano ancora un grande seguito. Quando arrivarono in Italia la prima volta, mi pare in Veneto, ebbero un pubblico minimo, ma ben presto, grazie all'area fertile del prog italiano, arrivarono giustamente ad un pubblico di 4.000-5.000 persone. Il resto è storia. I Genesis sono una band artisticamente alta, non avevano bisogno di nessuno per dimostrare la loro bravura su un palco. Collins con quella dichiarazione ha ringraziato Pfm perché in Italia avevano trovato un pubblico già preparato. Per quanto riguarda i Led Zeppelin, la storia è una sola. Mi arrivò una telefonata chiedendomi se ero disposto a fare un provino per i Led Zeppelin. Ne fui lusingato anche perché Bonzo per me è sempre stato un punto di riferimento. Ringraziai ma declinai subito l'invito. Non incontrai mai la band. Sinceramente, non avrei mai lasciato Pfm, neppure per un grande gruppo come i Led Zeppelin. Spero che non ci siano più interpretazioni non corrette. Grazie per l'attenzione e buona serata. Franz".



Nel post, Di Cioccio sottolinea come il riconoscimento di Collins non fosse un atto di subordinazione artistica, ma il ringraziamento a un contesto particolarmente ricettivo, capace di accogliere e sostenere una band che in patria faticava ancora a imporsi. Un passaggio che ribadisce il ruolo dell’Italia come snodo fondamentale per molte formazioni prog internazionali nei primi anni Settanta, senza intaccare l’autonomia e il valore dei Genesis.
La seconda parte del messaggio affronta invece una storia spesso riproposta dai media: l’ipotesi di un suo ingresso nei Led Zeppelin dopo la scomparsa di Bonham. Anche qui, Di Cioccio riduce la vicenda ai fatti essenziali: una telefonata, un invito a un provino, un rifiuto immediato. Nessun incontro con la band, nessuna trattativa, e soprattutto nessun dubbio sulla volontà di restare nella PFM. Un intervento definitivo, con cui Di Cioccio tenta di chiudere due leggende che, nel tempo, hanno assunto dimensioni ben più ampie della realtà.