L’artista napoletano Antonio Marotta – già collaboratore dell’indimenticato maestro Roberto De Simone – continua a gettare ponti tra innovazione e radici popolari della sua terra. Con RITUAL, il suo quarto album in uscita in vinile il 15 giugno, Marotta firma un viaggio sonoro sospeso tra memoria ancestrale ed elettronica contemporanea. Un’opera che si muove al confine tra le radici della tradizione campana e le pulsazioni ipnotiche della club culture europea, trasformando il rito in esperienza fisica e collettiva.
Nelle tracce che compongono l’album, convivono sette beat e sette loop (più una bonus track) ispirati alle Sette Madonne campane e attraversati dal richiamo profondo del tamburo, il cui battito primordiale e viscerale è capace di unire terra e spiritualità, corpo e trance.
Nei suoi solchi, RITUAL (pubblicato da Maledetta Discoteca) non guarda al passato con nostalgia: lo decostruisce, lo contamina e lo rimette in circolo nel tentativo di rigenerarlo. Il suo è un autentico gesto di resistenza culturale, che sottrae la tradizione alla polvere del folklore per restituirle forza e vitalità. Un atto di “tradizione e tradimento”, che trasforma l’eredità popolare in materia viva, pronta a riaccendersi nel presente. Perché il rito non è un reperto da custodire, ma un’esperienza da attraversare, nonché “una resurrezione sonora capace di restituire al ritmo il suo potere sacro e la sua funzione di connessione sociale”.
