Il tribunale di Londra ha archiviato il procedimento per terrorismo contro Liam Óg Ó hAnnaidh, in arte Mo Chara, membro del gruppo rap irlandese Kneecap. L’accusa – aver esposto una bandiera di Hezbollah e scandito slogan a favore di Hamas e Hezbollah durante un concerto a Londra nel novembre 2024 – è stata dichiarata nulla per un vizio procedurale.
La legge britannica impone che simili procedimenti vengano avviati entro sei mesi e con l’autorizzazione formale del Direttore della Pubblica Accusa e dell’Attorney General. Nel caso di Ó hAnnaidh, l’autorizzazione era arrivata fuori tempo massimo. Il giudice Paul Goldspring ha quindi stabilito che il tribunale "non aveva giurisdizione" e che l’intero iter era "nullo e illegale", accogliendo la decisione tra gli applausi dell’aula. "Il processo non ha mai riguardato me né la sicurezza pubblica" ha dichiarato l’artista. "Ha sempre riguardato Gaza e la libertà di espressione. Come irlandesi conosciamo oppressione, colonialismo, carestia e genocidio. I vostri tentativi di silenziarci sono falliti".
Il manager della band, Daniel Lambert, ha celebrato la vittoria sui social: "Abbiamo vinto. Liam Óg è un uomo libero. I Kneecap non hanno mai ricevuto condanne in nessun Paese. La polizia politica ha fallito".
Soddisfazione anche dalla premier nordirlandese Michelle O’Neill, che ha definito le accuse "parte di un tentativo calcolato di mettere a tacere chi denuncia il genocidio israeliano a Gaza". La Procura della Corona ha comunque fatto sapere di "valutare attentamente la decisione" e non esclude un ricorso, mentre la Metropolitan Police intende analizzare le implicazioni del verdetto per futuri procedimenti.
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Il caso di Mo Chara si inserisce in una lunga scia di controversie che hanno segnato la carriera dei Kneecap, tra apparizioni contestate (dal Coachella a Glastonbury), divieti di ingresso in Paesi come Canada e Ungheria e accuse di antisemitismo e apologia del terrorismo, che la band respinge come tentativi di censura politica.
Fondato a Belfast nel 2017 da Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí, il trio si è imposto con testi provocatori in inglese e irlandese, l’album "Fine Art" e un film semi-biografico premiato con un Bafta nel 2025. La loro poetica, tra satira e impegno politico, continua a dividere e a far discutere, ma per i Kneecap il verdetto di Londra rappresenta una vittoria simbolica: "Siamo dalla parte giusta della storia. La Gran Bretagna no".