“Kurt Cobain, è stato omicidio”: la replica delle autorità di Seattle al nuovo studio forense sulla morte del leader dei Nirvana

12-02-2026

A oltre trent’anni dalla morte di Kurt Cobain, un nuovo documento indipendente riapre l’ipotesi dell’omicidio e mette in discussione la versione ufficiale del suicidio. Secondo quanto riportato da alcune testate britanniche, un gruppo privato di consulenti forensi, affiancato dalla ricercatrice Michelle Wilkins e dallo specialista Brian Burnett, avrebbe riesaminato per tre giorni i materiali relativi alla scena del crimine, sostenendo di aver individuato incongruenze nell’autopsia del 1994.
Nel documento – che il team afferma essere stato accettato per la pubblicazione su una rivista scientifica di ambito forense – vengono sollevati diversi punti critici: presunti danni agli organi ritenuti “incompatibili” con una morte da arma da fuoco autoinflitta; dubbi sulla posizione del bossolo del fucile; perplessità sul fatto che le mani del musicista fossero “troppo pulite”; l’ipotesi che il leader dei Nirvana possa essere stato costretto ad assumere eroina prima che qualcuno esplodesse il colpo; e infine l’idea che il biglietto d’addio presenti due grafie differenti.

Secondo il team forense coinvolto, Kurt Cobain potrebbe essere stato avvicinato da uno o più aggressori, costretto ad assumere un’overdose di eroina con l’obiettivo di “incapacitarlo” e quindi colpito alla testa. Il fucile rinvenuto tra le sue braccia sarebbe stato posizionato in un secondo momento.
Michelle Wilkins, ricercatrice indipendente che ha collaborato con il gruppo, ha riferito al quotidiano britannico Daily Mail che lo specialista forense Brian Burnett avrebbe riesaminato i reperti della scena del crimine e i risultati dell’autopsia, giungendo alla conclusione che la morte di Kurt Cobain sarebbe riconducibile a un omicidio. “Ci sono elementi nell’autopsia che fanno pensare: questa persona non è morta molto rapidamente a causa di un colpo di fucile,” ha dichiarato Michelle Wilkins. “Stava morendo per un’overdose, quindi riusciva a malapena a respirare, il sangue non circolava quasi più […] Era in coma e avrebbe dovuto sollevare l’arma per raggiungere il grilletto [...]. È folle”.
Wilkins ha inoltre evidenziato la presenza di danni agli organi compatibili con una severa ipossia, precisando che “la necrosi del cervello e del fegato avviene in caso di overdose. Non si verifica in una morte causata da un colpo di fucile”.

A queste tesi hanno risposto in modo diretto le autorità di Seattle. La polizia cittadina e l’ufficio del medico legale della contea di King hanno ribadito che la morte del frontman dei Nirvana fu classificata come suicidio al termine di un’indagine completa. Cobain venne trovato senza vita nella sua abitazione nell’aprile 1994, a 27 anni; l’autopsia ufficiale concluse che la causa del decesso fu un colpo di fucile autoinflitto.
Un portavoce del King County Medical Examiner’s Office ha ricordato che l’esame autoptico fu condotto in collaborazione con le forze dell’ordine e nel rispetto delle procedure previste, e ha precisato che, allo stato attuale, non sono emersi elementi nuovi tali da giustificare la riapertura del caso. L’ufficio si è dichiarato disponibile a valutare eventuali prove concrete che dovessero presentarsi, ma ha sottolineato di non aver ricevuto finora dati che mettano in discussione le conclusioni del 1994.

Anche il Seattle Police Department ha confermato che il detective incaricato all’epoca stabilì il suicidio come causa della morte e che questa resta la posizione ufficiale del dipartimento. 
Il confronto tra perizie indipendenti e ricostruzione istituzionale riporta periodicamente al centro del dibattito uno dei casi più controversi della storia del rock. Al momento, tuttavia, per le autorità competenti non sussistono elementi sufficienti per modificare la classificazione ufficiale dei fatti.
Secondo la versione ufficiale della polizia di Seattle, Kurt Cobain si tolse la vita il 5 aprile 1994 nella sua abitazione al 171 di Lake Washington Boulevard, a Seattle. Il corpo del leader dei Nirvana venne scoperto la mattina dell’8 aprile da un elettricista incaricato di installare un sistema di sicurezza. Gli investigatori stabilirono che Cobain era morto tre giorni prima, colpito da un unico colpo di fucile alla testa, esploso con un’arma ritrovata accanto al corpo. L’autopsia rilevò inoltre nel sangue una concentrazione elevata di eroina, oltre a tracce di diazepam. Sulla scena fu rinvenuta una lettera d’addio indirizzata alla moglie Courtney Love, alla figlia Frances Bean e ai fan, nella quale il musicista esprimeva un profondo disagio personale e artistico. Le autorità conclusero formalmente per il suicidio, chiudendo il caso come morte autoinflitta, senza riscontrare elementi che facessero ipotizzare il coinvolgimento di terzi.

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