Dopo il forte riscontro commerciale ottenuto da "Michael", il biopic dedicato a
Michael Jackson, prende forma l’ipotesi di un seguito. Il progetto è già in fase di sviluppo e, secondo le prime indicazioni, le riprese potrebbero partire entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di capitalizzare il successo del primo capitolo.
Il film, nel quale
Michael Jackson è interpretato dal nipote Jaafar Jackson, ha registrato risultati rilevanti al botteghino, arrivando a 217 milioni di dollari d’incasso globale nel solo weekend di apertura, un dato che lo colloca ai vertici tra i biopic musicali, superando il precedente riferimento rappresentato da "
Bohemian Rhapsody". Sin dall’uscita, la prospettiva di un sequel era stata oggetto di indiscrezioni, ora confermate ufficialmente.
A fornire aggiornamenti è stato Adam Fogelson, dirigente di Lionsgate, intervenuto nel podcast The Town With Matt Belloni. Fogelson ha sottolineato come esista materiale narrativo sufficiente per proseguire il racconto, citando sia il vasto catalogo musicale sia episodi significativi della carriera dell’artista, tra cui la celebre esibizione al Super Bowl XXVII halftime show.
Restano però incertezze sulla tempistica produttiva. Il regista del primo film, Antoine Fuqua, è attualmente impegnato in un progetto per Netflix con Denzel Washington, fattore che potrebbe influire sul calendario.
Sul piano narrativo, rimane aperta anche la questione relativa all’inclusione delle accuse di abusi sessuali rivolte a Jackson, sempre respinte dall’artista e dai suoi eredi. Il primo film avrebbe dovuto affrontarle, ma vincoli legali hanno imposto modifiche sostanziali, comportando ulteriori riprese e un costo aggiuntivo di circa 15 milioni di dollari. La sceneggiatura è stata così riorientata verso una fase diversa della sua vita, privilegiando il rapporto con il padre Joe, interpretato da Colman Domingo.
“Michael” ha debuttato con numeri da primato: 217 milioni di dollari nel primo weekend globale, di cui 97 negli Stati Uniti. È il miglior esordio di sempre per un biopic musicale, davanti a “Straight Outta Compton” e “
Bohemian Rhapsody”, che resta però il riferimento assoluto sul lungo periodo con circa 900 milioni complessivi. Il film si colloca anche come secondo miglior debutto del 2026, alle spalle di “The Super Mario Galaxy Movie”.
L’uscita del film coincide con nuove polemiche sul Re del pop. James Safechuck, tra i protagonisti del documentario “Leaving Neverland” prodotto da Hbo, ha denunciato la celebrazione di una figura accusata di gravi abusi. Il regista Dan Reed ha accusato il film di ignorare deliberatamente le controversie, usando toni duri nei confronti dell’artista. Replica immediata del regista Antoine Fuqua, che ha messo in dubbio la credibilità di alcune testimonianze e richiamato possibili interessi economici. Reed ha controbattuto sottolineando che né Safechuck né Wade Robson avrebbero tratto benefici finanziari dalle accuse. Dal canto loro, gli eredi di Jackson continuano a liquidare “Leaving Neverland” come una ricostruzione priva di fondamento, definendolo "una completa farsa".