Non scherzava affatto Michael Stipe quando, sulle pagine del New York Times Magazine nel 2023, ammetteva candidamente di non avere “alcuna fretta” per la pubblicazione del suo attesissimo debutto sulla lunga distanza. Oggi, a quattro anni di distanza dalla primissima finestra temporale ipotizzata per il progetto, l’ex frontman dei R.E.M. ha finalmente svelato i dettagli sulla tabella di marcia in una recente intervista concessa al Los Angeles Times.
Il primo assaggio formale vedrà la luce la notte di Capodanno, accompagnato da un concept visivo preciso: “A cinque secondi dall’inizio del nuovo anno, uscirà una nuova canzone con un video che farà da apripista all’album”, ha spiegato l’artista. Per il disco vero e proprio — ancora privo di titolo — bisognerà invece attendere il maggio 2027. Un percorso di avvicinamento già iniziato nei mesi scorsi con la presentazione in anteprima del brano “The Rest of Ever”, eseguito dal vivo nel corso del Late Show With Stephen Colbert.
Sul fronte della produzione, Stipe ha confermato di essere al lavoro al fianco dell’onnipresente Andrew Watt e dello storico collaboratore Andy LeMaster, oltre a quello che il cantante ha definito ironicamente “una galleria di ladri”. “Io e Andy siamo in studio per tre giorni a mixare alcuni dei brani scritti insieme”, ha raccontato Stipe. “Per il resto, penso sia giusto lasciare un po’ di sorpresa”.
Interpellato sulla natura politica dei nuovi brani, il musicista di Decatur ha offerto una riflessione sfaccettata, in perfetto stile Stipe:
“Stavo parlando del disco a cena con una persona che non ne aveva ascoltata nemmeno una nota. Mi ha chiesto: ‘È politico?’. Ho risposto di no, per niente. Poi ci ho pensato e ho aggiunto: ‘In realtà, per il solo fatto che sia io a farlo, per la mia posizione nella cultura pop, per la mia reputazione da attivista e per il tipo di canzoni che ho scritto in passato con la mia vecchia band, è profondamente politico’. Ma non è un album di attualità stretta. La musica è un mezzo enormemente potente, e in questo momento sto semplicemente rispondendo all’istinto, a ciò di cui sento di aver bisogno dalla musica e a ciò che sento di poter offrire.”
A quindici anni dallo scioglimento dei R.E.M., il primo capitolo solista di Michael Stipe si preannuncia dunque come un punto di sintesi tra intimo e collettivo, privo di urgenze di classifica ma guidato da una pura ricerca espressiva.
Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.