Si è spento all’età di 81 anni il cantautore statunitense Sixto Rodriguez.
Nato a Detroit nel Michigan da una famiglia di modeste condizioni, inizia la sua carriera musicale fra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '70. Dopo una lunga gavetta in locali della sua città natale, si fa notare dalla casa discografica Sussex con la quale registra a distanza di un anno i suoi unici album in studio "Cold Fact" e "Coming From Reality". Furono entrambi dei flop dal punto di vista commerciale in America, tanto da indurre il folksinger ad abbandonare velleità di guadagarsi da vivere attraverso la sua musica.
Eppure, incredibilmente a sua insaputa, nel lontano Sudafrica il suo album di debutto comincia lentamente a farsi strada nelle marce di protesta contro l'apartheid. Il brano "Sugarman", contenuto al suo interno, diventa l'inno non ufficiale di chi si oppone al sistema. Il successo diventa ben presto così clamoroso da far lievitare le vendite del disco a cifre da capogiro per il paese africano. Di tutto questo Sixto Rodriguez non seppe mai nulla fino alla fine degli anni '90 quando un gruppo di ragazzi sudafricani si prese la briga di cercarlo (fra le leggende metropolitane quella più accreditata narrava che fosse morto dandosi fuoco durante un concerto). Da allora iniziò una seconda vita per lui, con un tour trionfale in Sudafrica e con palazzetti stracolmi ad aspettarlo. Per il riconoscimento nella sua terra natale bisognerà aspettare ancora qualche decennio quando la sua storia venne raccontata nel documentario vincitore dell'Oscar "Searching For Sugar Man".