Neil Young torna a eseguire una canzone di protesta dell’era Reagan dopo 36 anni e cambia un verso per l’Ucraina – Video

25-08-2025
Durante il concerto di sabato sera al Jones Beach Theater di Wantagh, New York, Neil Young si è seduto al pianoforte per proporre, a sorpresa, “Long Walk Home”, il suo brano di protesta dell’era Reagan, che non eseguiva dal 1989. Il testo è rimasto sostanzialmente fedele alla versione originale, incisa sull’album "Life" del 1987, con un’unica, significativa variazione: i versi “From Vietnam to old Beirut/ If we are searching for the truth/ Why do we feel that double-edged blade/ Cutting through our hand” sono stati sostituiti con “From Canada to Old Ukraine/ We broke our word and left the pain/ Why do we feel that double-edged blade/ Cutting through our hand”.
Un cambiamento tutt’altro che casuale, visto che Young e la moglie, l’attrice Daryl Hannah, sono sostenitori convinti della causa ucraina. Lo scorso marzo, alla cerimonia degli Oscar, Hannah aveva mostrato il segno della pace con le dita pronunciando “Slava Ukraine”. Young stesso aveva progettato di aprire il suo Love Earth Tour 2025 proprio in Ucraina, salvo poi rinunciare a causa delle condizioni sul campo: “Non potevo portare la mia crew e gli strumenti in quell’area in buona coscienza”, ha scritto ai fan. “L’Ucraina è un grande paese con un grande leader. Slava Ukraini”.
Guarda qui sotto la performance di Neil Young.



Quando pubblicò “Long Walk Home” nel 1987, Young prendeva definitivamente le distanze dal suo iniziale appoggio a Ronald Reagan. Nel 1990 spiegò a Mtv: “Non sono mai stato un sostenitore di Reagan in modo totale. Alcune sue idee mi sembravano valide, come quella di incoraggiare le comunità a organizzarsi da sole invece di dipendere sempre dal governo. Pensavo fosse un concetto importante, anche se proveniva da questo vecchio con un’immagine quasi paterna”.
Se restavano dubbi sulle sue posizioni politiche, ci pensò due anni più tardi “Rockin’ in the Free World” a fugare ogni ambiguità: un attacco diretto a George H.W. Bush, che trasformava in sarcasmo le sue parole sul “mille punti di luce” e sul volto “più gentile” della nazione. Proprio con “Rockin’ in the Free World” Young ha chiuso anche la serata di Jones Beach, aggiungendo lo slogan “Take America Back!”, già lanciato ad aprile durante un comizio di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez a Los Angeles.

Ma le rarità non sono state l’unico elemento insolito della serata. Come riporta Rolling Stone, gli effetti dell’uragano Erin hanno infatti provocato un’alta marea che ha iniziato a invadere la platea, costruita sotto il livello del mare e affacciata direttamente sulla baia di Zach’s. Gli spettatori con biglietto per il pit hanno potuto scegliere se farsi rimborsare o spostarsi nei posti numerati rimasti liberi.
Il tour prosegue lunedì al Bethel Woods Center for the Arts, sorto nell’area che ospitò lo storico Festival di Woodstock del 1969.

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