Con un annuncio dal tono perentorio pubblicato sul proprio sito ufficiale, Neil Young ha comunicato l'imminente ritiro dei suoi album dal catalogo Amazon. Una mossa che si inserisce in una più ampia presa di posizione contro i colossi del tech e della grande distribuzione: nel mirino, oltre al gigante dell'e-commerce, finiscono anche la catena Whole Foods e Meta, l'impero digitale di Mark Zuckerberg che raccoglie sotto di sé Facebook, Instagram e WhatsApp.
La ragione? "Jeff Bezos appoggia questo governo", attacca senza mezzi termini il cantautore canadese. "Non sta dalla vostra parte o dalla mia". Da qui la scelta radicale: "Scordatevi Amazon. Presto non troverete più la mia musica lì".
Young rilancia il mantra "buy local, buy direct" come forma di resistenza culturale ed economica, esortando i fan a rivolgersi ai negozi di quartiere piuttosto che alimentare le multinazionali "che hanno svenduto l'America". "È facile comprare dagli esercizi locali. Aiutate la vostra comunità", insiste. "Dobbiamo tutti rinunciare a qualcosa per salvare l'America dall'epoca del controllo delle multinazionali che sta arrivando".
L'appello finale suona come un manifesto: "Riprendiamoci tutti assieme l'America, smettete di comprare dai colossi, appoggiate le attività locali. Fate la cosa giusta. Mostrate chi siete". Un invito all'azione che ribalta la logica del consumo e ne fa strumento di battaglia politica, nella tradizione di un artista che della coerenza tra ideali e gesti concreti ha sempre fatto una bandiera.