La sparata di Capovilla sul Concertone del Primo Maggio: “Analfabeti funzionali e servi dei discografici”

30-04-2026
Pierpaolo Capovilla torna a sparare a zero sul sistema musicale italiano. E questa volta prende di mira il Concertone del Primo Maggio. In un intervento pubblicato sui social, il leader del Teatro degli Orrori reagisce alle dichiarazioni dei conduttori della manifestazione — tra cui BigMama, Arisa e Pierpaolo Spollon — che avevano rivendicato un approccio più morbido e inclusivo per comunicare con il pubblico. A innescare la polemica sono alcune frasi pronunciate durante la presentazione dell’evento. Spollon ha dichiarato: "Lo spirito che cercheremo di portare è la leggerezza, per citare Italo Calvino che dice 'siamo leggeri ma con una profondità d’animo'". Arisa ha aggiunto: "Se pensassimo di fare il Primo Maggio annoiando i ragazzi con dei pipponi allucinanti, perderemmo subito la metà delle presenze in piazza, invece secondo me la musica parlerà tanto e noi dovremmo effettivamente solo essere un po’ i giullari di questa corte". BigMama ha invece sottolineato: "Ho imparato con gli anni che non c’è modo migliore di insegnare qualcosa se non con dolcezza, l’ho visto con le persone più testarde del mondo: per fargli capire qualcosa o fargli cambiare idea l’unica arma era spiegarla in modo carino e coccoloso".

Capovilla respinge questa impostazione senza attenuanti e replica con parole durissime: "Le coccole… ma quanto è stupido questo ragionamento? Quanto è stupida la canzone popolare oggigiorno? E perché dovremmo prestar loro attenzione? Si vergognino, i sindacati, di invitare questi analfabeti funzionali al Concertone… Non siete ridicoli, siete intollerabili, miserabili servi dei discografici… C’è un intero paese che ne ha abbastanza di voi, e di tutta la spazzatura musicale che ci viene propinata oggigiorno… Ma andatevene tutti in discarica…".
Il bersaglio polemico si allarga così oltre i singoli interventi, investendo anche gli organizzatori, accusati di legittimare un modello che, secondo il musicista, abbassa il livello del dibattito e della produzione musicale.

Non è la prima volta che il musicista veneto attacca frontalmente l'industria musicale italiana. In passato Capovilla aveva già affermato: "La vita è troppo breve per ascoltare cattiva musica", aggiungendo: "Non ascolto le scemenze che escono da Sanremo o dai canali di distribuzione dello spettacolo in Italia. Ne sono completamente avulso, non ho tempo per quelle cose".

Pierpaolo Capovilla su OndaRock

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