Pink Floyd, Nick Mason: “Dopo l’addio di Roger Waters, siamo migliorati dal vivo”

11-11-2025
Nick Mason ha raccontato in un'intervista a Uncut come i Pink Floyd abbiano raggiunto la massima solidità sul palco solo dopo l’addio di Roger Waters. Non un giudizio artistico, ma meramente pratico: da allora, la band ha iniziato a girare il mondo con tournée molto più lunghe e organizzate, fattore che secondo il batterista ha inciso direttamente sulla precisione e l’affiatamento dal vivo.
"All’inizio facevamo poche settimane di concerti, poi ci fermavamo. Abbiamo imparato a suonare davvero insieme solo quando i tour hanno iniziato a durare un anno intero", ha spiegato Mason. Negli anni Settanta, anche nel periodo di "Wish You Were Here" (1975), gli show dei Pink Floyd erano già ambiziosi, con scalette rigorose e un forte impianto visivo, ma restavano ciclici, intervallati da lunghe pause. Il vero salto di continuità - secondo il batterista - arrivò soltanto più tardi: con la lunga tournée di "A Momentary Lapse Of Reason", la prima a prolungarsi per oltre un anno, ormai senza più Waters.

In realtà, il tour di "Animals" non fu affatto breve: iniziò nel gennaio 1977 nella Germania Ovest e si concluse a luglio allo stadio di Montréal, con il celebre episodio in cui Waters, esasperato, sputò verso uno spettatore. Di segno opposto la tournée di "The Wall", molto più circoscritta: niente giro mondiale, ma una residency concentrata in quattro sole città — Los Angeles, Uniondale (New York), Londra (in due periodi, nel 1980 e nel 1981) e Dortmund. Come noto, i Pink Floyd non portarono mai dal vivo "The Final Cut", l’ultimo album realizzato con Waters.
Ma proprio il live su larga scala, secondo il racconto del batterista, era diventato nel tempo un punto di frizione. Mason ha ricordato come il passaggio dai teatri agli stadi avesse trasformato tutto, non sempre in meglio: "Le prime dieci file ti seguono davvero, più indietro c’è chi beve, si droga o gioca a frisbee. Non è più la stessa cosa". Una distanza emotiva che Waters faticava a tollerare.

Quando il leader lasciò il gruppo, però, arrivò anche ciò che non era mai accaduto prima: un ciclo di concerti lunghissimo, rigoroso, senza interruzioni. È in quel momento, ha sottolineato Mason, che i Pink Floyd sono diventati una macchina live estremamente rodata. Più chilometri, più date, meno pause: non una reinvenzione artistica, ma una maturità operativa e una precisione sul palco che la band non aveva mai raggiunto con quella costanza negli anni precedenti.

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