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Sex Pistols aggiungono una nuova data italiana al calendario estivo. La storica band britannica, tornata stabilmente sui palchi dal 2024 con
Glen Matlock, Paul Cook e Steve Jones affiancati da Frank Carter alla voce, suonerà a Milano il 26 giugno 2026 al Parco della Musica.
Il concerto segue altri appuntamenti già confermati nel paese: dopo il passaggio all’AMA Music Festival nel 2024 e la data prevista per il 25 giugno 2026 all’Oversound Music Festival di Bari, il gruppo porta per la prima volta questa formazione anche nel capoluogo lombardo. Il tour rientra nella serie di celebrazioni "50 Years of Punk", legata all’anniversario dell’uscita di "Anarchy in the U.K.", singolo di debutto pubblicato nel 1976.
La nuova fase live della band procede parallelamente alle tensioni mai sopite con l’ex-
frontman John Lydon, ma l’attività concertistica continua a intensificarsi. I biglietti per la data milanese saranno disponibili dal 26 marzo alle ore 10 su TicketOne: 50 euro più diritti di prevendita per l’ingresso standard, 70 euro più diritti per il pit.
Resta aperta anche la prospettiva di nuova musica. Negli ultimi mesi
Glen Matlock ha confermato che l’ipotesi di entrare in studio con Frank Carter è stata discussa internamente, pur senza sviluppi concreti: il gruppo dispone di idee, ma gli impegni dal vivo hanno finora impedito di lavorarci in modo strutturato. Inoltre, la band si interroga sulla reale domanda da parte del pubblico rispetto a eventuali nuovi brani.
Dal canto suo,
John Lydon ha bocciato senza mezzi termini questo nuovo corso della storica formazione
punk inglese: l'ex-
Johnny Rotten ha affermato di essere "scioccato da quanto siano orribili" i concerti dei Sex Pistols nella nuova incarnazione composta da Steve Jones, Paul Cook e
Glen Matlock, insieme a Frank Carter. "È un lavoro duro quello di imitare - ha proseguito Lydon - È una posizione ridicola in cui trovarsi, se non lo è già. In quale sistema di valori sta lavorando?". Ha dichiarato inoltre che questi live sono paragonabili al "karaoke". In più, l'ex-
frontman della band di "
Never Mind The Bollocks" ha riversato tutta la sua rabbia nei confronti di Carter: "Non comprende nessuno di quei testi. Non potrebbe, perché se li capisse non lo farebbe. Si vergognerebbe di imitare qualcun altro e di fingere che l'autore originale e il vincitore del premio 'Personalità dell'anno' non esistessero".
Anche di fronte all'ipotesi di rientrare nel gruppo, John Lydon è stato perentorio: "Dopo aver usato il sostegno finanziario di Walt Disney per prendermi in giro in tribunale, mentre Nora (la moglie di Lydon morta nel 2023,
ndr) stava morendo, e loro lo sapevano, per me è stato un atto malvagio che non posso perdonare facilmente. E perché dovrei? Non gli farò più favori. Mai e poi mai".