British Sea Power

The Decline Of British Sea Power

2003 (Rough Trade) | pop

Strano gruppo davvero, questo quartetto proveniente da Brighton, al primo disco dopo la rituale sfilata di singoli anticipatori. Citano tra le loro influenze la letteratura dell'est Europa, in particolare quella ceca, amano la new wave e i Sonic Youth, si divertono a giocare con la stampa e col pubblico presentandosi unicamente con i loro cognomi (Noble, Wood, Hamilton e Yan). Amano le pose eccentriche dunque, ma quanto spesso tutto ciò serve unicamente a farsi un nome, mascherare una più o meno effettiva pochezza musicale?

C'è da dire subito che giunti alla prova del nove del debut-album, i British Sea Power se la cavano egregiamente, pur lasciando alla fine un vago senso di incompiuto, di promessa mantenuta a metà. Perché gli spunti che il quartetto britannico semina negli 11 brani di questo disco sono interessantissimi, in certi casi geniali, ma l'album nel suo complesso sembra non avere il coraggio di esplorare le strade più anti-commerciali, che pure sembrano essere maggiormente nelle corde del gruppo, e va sul sicuro piazzando le cose più bizzarre e irregolari all'inizio e rifugiandosi poi in un power-pop di grande presa e immediatezza, fatto con intelligenza e che mette in evidenza un reale talento compositivo, ma pur sempre canonico, stereotipato, power-pop britannico.

Le vere perle sono poste in apertura, dicevamo: e infatti i primi due brani ("Men Together Today" è solo una breve intro corale) sono autentici colpi di genio, in particolare "Apologies to Insect Life", un brano sfigurato lanciato a velocità supersonica, condotto a un passo disordinato e frenetico che più che al rock sembra rimandare quasi al folk balcanico di Goran Bregovic, salvo poi terminare in un terrificante baccano "punkeggiante". Ancora meglio riesce a fare "Favour In The Beetrot Fields", un brano stavolta puramente punk (minutaggio: 1'e 16'') che richiama alla mente addirittura i leggendari Pixies, con quella chitarra al vetriolo e quella batteria tempestosa, con la voce che si affanna e si agita cercando di tenere dietro alle accelerazioni improvvise dei musicisti. Il coraggio di scegliere proprio "Apologies" come singolo e videoclip promozionale dell'album rende evidente come la prima preoccupazione della band non sia certo il lato commerciale.

Ma allora viene da chiedersi perché con brani come "Something Wicked" (molto riuscita), "Blackout" e "The Lonely" (queste due invece davvero deboli), il gruppo cambi improvvisamente pelle e si lasci andare a ballad delicate e malinconiche, nello stile di gruppi come gli Smiths. "Remember Me" torna ad incattivire le armonie, ma nella sostanza non è nulla più di un power-pop appena più ansiogeno della media: più interessanti sono invece "Fear Of Drowning", impreziosita da inattesi cambi di tono in un registro più "distorto", e "Carrion", che indovina la melodia più riuscita, con tanto di coretto in sottofondo, nel più classico (e piacevole) stile pop inglese.

Inattesa a questo punto, arriva la lunghissima "Lately" (14'), che parte in toni decisamente beatlesiani per aumentare gradualmente di intensità fino a sfociare nella seconda parte in un marasma di voci e chitarre distorte, alternando continuamente pause e ripartenze improvvise e terminando in un devastante crescendo che arriva a lambire il noise. È in questa lunga e visionaria jam che la band realizza compiutamente quella che sembra essere la sua idea di partenza, quella cioè di suonare semplici canzoni pop e divertirsi a sorprendere l'ascoltatore con improvvise impennate punk e raptus di autentica follia ritmica.

"A Wooden Horse" però si rimangia subito tutto e chiude l'album su toni crepuscolari e ancora una volta palesemente debitori degli Smiths. Ma a essere debitore degli Smiths non è forse l'intero pop-rock britannico degli ultimi quindici anni? Va da sé dunque, che la personalità melodica dei British Sea Power si traduca in una impressione di "già sentito" troppo forte e soprattutto troppo prevalente sull'altra loro dimensione, quella imprevedibile, quella figlia del punk stralunato dei Pixies, quella che garantirà al quartetto un futuro di tutto rispetto a patto di darle decisamente più spazio di quanto non le venga concesso tra le eleganti e un po' anemiche maglie pop-rock di questo disco. Trattandosi di un esordio, comunque, vanno considerate soprattutto le potenzialità della band che sono ancora sfocate ma comunque grandi.
In sostanza, c'è da essere ottimisti.

(26/10/2006)

  • Tracklist
  1. Men Together Today
  2. Apologies For Insect Life
  3. Favours in the Beetrot Fields
  4. Something Wicked
  5. Remember Me
  6. Fear of Drowning
  7. The Lonely
  8. Carrion
  9. Blackout
  10. Lately
  11. A Wooden Horse
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