L'Altra

Different Days

2005 (Hefty Records/Wide)
post-rock

Joseph Costa e Lindsay Anderson (ovvero le menti che si celano sotto la sigla "L'Altra") erano riusciti a guadagnarsi le luci della ribalta grazie al loro secondo lavoro, "In The Afternoon", gioiello di rara purezza, formato da una cascata di strutture melodiche, intime e soffici, cesellate da arrangiamenti classici, a metà tra folk e musica da camera. Ci sono voluti tre anni per dare seguito al progetto del duo di Chicago. In tre anni però possono cambiare molte cose, e finisce che anche la musica dei L'Altra subisce evoluzioni. I sintomi si erano già ravvisati nel cambio di etichetta (abbandonata l'Aestetichs di Ken Dyber, ex-componente del gruppo per l'Hefty Records dell'ex-Bill Ding Slicker) e nella collaborazione con i Telefon Tel Aviv della Anderson.

Il nuovo "Different Days" sposta infatti le coordinate verso l'elettronica: ma così facendo accade che a rimetterci sia la personalità del gruppo, che nasconde le sue peculiarità in favore di sonorità ben più abusate. A non cambiare è invece l'obiettivo: i L'Altra continuano a cercare di disegnare quadri dai colori tenui e avvolgenti ma stavolta, semplicemente, falliscono. Il suono è freddo e le melodie non coinvolgono. L'apertura è affidata a "Sleepless Night", ballata per pennellate di piano e trilli di telefono accompagnate da una pulsazione elettronica. Segue "It Follows Me Around" che si poggia su un arpeggio di chitarra con contrappunto di campanellini, mentre per i violini lo spazio è ridotto sul fondo del suono.

La cosa migliore di questi brani sono le detonazioni di chitarre che interrompono l'atmosfera sonnacchiosa, che sarà immancabile componente di tutto il disco: la dolcezza ricercata infatti sfocia solo nel leziosismo. Accade così che il duello di violino e chitarra della pur non eccelsa "Bring on Happiness" risulti il piatto più forte passato dal convento sinora, per il solo fatto della sua diversità. Il maggiore spazio concesso alle chitarre in "Mail Bomb" e quello all'elettronica in "There Is No" è francamente ingiustificato e il disco anziché acquistare mordente lo perde. A salvare un po' la baracca ci pensa l'atipico valzer della title track con tanto di battiti di mani e tamburi, in cui anche la voce della Anderson torna a essere trasognata anziché noiosa.

Chiude il cerchio la digressione strumentale "A Day Between", brano di maniera, passabile, ma come la maggioranza dei pezzi, innocuo. La virata verso elettrolandia, insomma, ha mandato in tilt il sottile (e perfetto) equilibrio raggiunto dal gruppo, e la classe (che c'è ancora) non basta a tappare tutte le falle che si sono aperte. La sensazione è quella di trovarsi davanti ai classici pesci fuor d'acqua ancora, e pienamente, a disagio con i nuovi strumenti di lavoro.

Tracklist

1. Sleepless night
2. It follows me around
3. Better than bleeding
4. Bring on happiness
5. So surprise
6. Mail bomb
7. There is no
8. Different days
9. Morning disaster
10. A day between

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