Smegma

Rumblings

2005 (Hanson) | noise-rock

Trentadue anni suonati di rispettatissima e troppo poco celebrata carriera e solo oggi il primo vero album di rock'n roll? Quasi.
Fatto sta che gli Smegma, se si esclude la Nihilist Spasm Band, sono probabilmente il più longevo gruppo di noise-rock al mondo; con "Rumblings" hanno scoperto parecchie carte finendo per suonare classici come non mai. Alcune avvisaglie di un amore malcelato per il surf-rock delle origini c'erano già state su "Ism" del '93, come pure in singoli degli stessi anni (inclusi poi su "Tiromancy", dubbia pubblicazione giapponese del '98) e anche su "30 Years Of Service" collaborazione del collettivo di Portland con Steve MacKaye, sassofonista degli Stooges.

Sul nuovo album, targato 2005 e uscito sull'etichetta di Aaron Dilloway degli amici Wolf Eyes (che hanno collaborato a più riprese con gli Smegma dopo averli definiti la più grande rock band al mondo), è possibile ascoltare, sommariamente, una serie di brani dalla struttura surf-blues-rock, suonati al rallentatore e annegati in effettismi di ogni sorta, dalla consueta elettronica povera fino a sample presi da ogni dove, vero marchio di fabbrica della comune di Portland. Accanto a questi pezzi più convenzionali, trovano spazio i consueti deliri strumentali in forma ora di nenia orientale ("In An Ornamental Garden"), ora di free-noise oscuro e melmoso ("Electron"), ora di pastiche impro-minimale ("Bunstuffer"). Se questo non bastasse, la band continua a non lesinare stranezze assortite come un intero brano ("Rails (Uncoupled)") costituito esclusivamente dai rumori concreti di un treno in corsa. E dato che le train-song sono da sempre un patrimonio peculiare del folk a stelle e strisce, non è così improbabile considerare "Rumblings" come un disco tradizionale, sempre naturalmente nell'ambito della produzione Smegma, un mondo in cui le cacofonie più insane convogliano da sempre con facilità in strutture musicali improvvisate solo in apparenza.

La relativa facilità d'ascolto di un album che parte da simili presupposti è prova di una consapevolezza strumentale e sonora che rende i musicisti coinvolti autentici guru ineguagliati del filone più "diverso" e genericamente "weird" dell'indie-rock d'oltreoceano e non solo.
Da segnalare anche la presenza in qualità di cantante, con lo pseudonimo di Borneo Jimmy, del critico rock (e "liricista" dei Blue Oyster Cult) Richard Meltzer, padre del cosiddetto "gonzo journalist", che con Nick Toshes e Lester Bangs è un'autentica icona della critica rock a stelle e strisce.

Tra i pochi che nel 2005 possono realmente dire la loro su che cosa sia (e sia stata) la musica rock, e tutti ad ascoltare in silenzio, gli Smegma, da Portland, continuano ad ammutolire senza assordare, incuranti delle attenzioni mediatiche e con sempre fissa in testa quella visione, che dall'inizio degli anni 70 sta portando la musica lontano, sempre più in direzione di uno psichedelico chissà dove...

(09/02/2010)

  • Tracklist
  1. Oops #1
  2. Worms
  3. Johnny No!
  4. In An Ornimental Garden
  5. Electron
  6. Bunstuffer
  7. Rails (uncoupled)
  8. Moonleggs
  9. Smoke
  10. Fool For Your...
  11. Rumblings
  12. Oops #2
  13. Supersimple
  14. Oops #3
  15. Rails
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