Wechsel Garland - Easy

2006 (Karaoke Kalk)
pop
Jörg Follert, alias Wechsel Garland, è l'ennesimo misconosciuto talento di cui è prodiga la scena musicale tedesca. Originario di Colonia, designer televisivo e di copertine di dischi, artista di scuola elettronica, Follert con "Easy" propone un'opera in cui a dettare le atmosfere sono le chitarre acustiche, sorrette da violini, da armoniche, quando non da vibrafoni, da pianoforti e da tastiere retrò, e nella quale l'elemento folktronico non rappresenta il tratto dominante.
Il risultato è un album dalle tinte appena soleggiate, e però ripiegato in un intimismo che attinge la sua ragion d'essere nei tropicalismi e nella bossanova di Antonio Carlos Jobim, in fugaci escursioni jazz e in delicate evoluzioni morriconiane, ma anche in parentesi notturne dai connotati più elettronici: la miscela che ne esce è un pop le cui ispirazioni stilistiche paiono soffiate dai venti di Chicago, nei suoni dei The Sea and Cake spogliati della matrice post-rock, ma rimpinguati da un melanconico umore lounge .

A beneficiarne sono le canzoni, sempre lineari e assolutamente a fuoco, sia quando assumono i contorni finiti della pop-song , sia quando palesano approcci più astratti, che non abbandonano tuttavia la forma melodica. A fianco di soavi intrattenimenti da notturno strumentale per piano e armonica, la cui andatura rimanda a Sakamoto ("Get Over It"), troviamo convincenti movimenti da bossa piccioniana ("Waves"), ma anche un tempo reggae che sembra curiosamente uscito dal repertorio degli Style Council ("White Circle"), e ancora un luminescente duetto etereo fra lo stesso Jörg e la talentuosa artista d'origine venezuelana Niobe, in "Swim": rarefatte nostalgie marine racchiuse in due minuti d'aggraziati arpeggi minimali.

E' il jazz a fare capolino in "Corona Loco - Look At Me", prima di sfumare in un'armonia elettronica di voci filtrate in Portishead- style , mentre è la cantante georgiana Tba a essere ospitata sia in "Mutes", con un impersonale parlato che pare un unplugged tratto dal suo "Annulé", sia nell'iniziale "Walker", in cui scalda di sussurri e controcanti una carezzevole bossa pop.
"Be, Baby-The Sea" lambisce il crepuscolo, prima di riavvolgersi in una colonna sonora di un b-movie noir di fine anni 60, e decise aperture orchestrali ammantano le ulteriori suggestioni filmiche presenti in "Stones", in cui è comunque l'accoppiata voce-chitarra a prevalere, tanto che solo ad essa, appena sostenuta da una trasognata tastierina, è affidato il finale con "Easy".
Un disco che fa della classe un punto di forza, restituendo i colori a contrasto di una primavera limpida e ventosa, inframmezzata da luci serali. Una primavera forse solitaria, certo non disperata, ma tutt'altro che spensierata.

Tracklist

  1. Walker (feat. TBA)
  2. Waves
  3. White Circle
  4. Swim (feat. Niobe)
  5. Get Over It
  6. ABC To Be
  7. Don't Look Now
  8. Corona Loco - Look At Me
  9. Be, Baby - The Sea
  10. Mutes (feat. TBA)
  11. Stones
  12. Easy

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