Niobe

The Cclose Calll

2011 (Tomlab) | avantgarde, songwriter

Dopo il boom del 2004 con "Voodooluba", nel quale aveva dato forma a un singolare intruglio glitch-pop acclamato a gran voce dalla critica, su Yvonne Cornelius aka Niobe sono riscese le tenebre. Eppure tanto "White Hats" del 2006 quanto "Blackbird's Echo" del 2009 avevano confermato il talento multicolore e inafferrabile della musicista teutonico/venezuelana, nel frattempo transitata verso un cantautorato sghembo e sfaccettato, che fa incontrare i Suicide con Captain Beefheart nella sala d'attesa dello studio di Lydia Lunch.

L'elettronica resta una componente di fondo basilare anche in questo "The Cclose Calll" (alla faccia del corretto automatico di Word, non c'è alcun errore ortografico, il titolo è proprio questo), ma su di essa si innestano sparate rock, vibrazioni blues, sospiri noise e chi più ne ha più ne metta. Il cammino verso la forma-canzone è ormai solidamente imboccato, ma all'interno di questo generico percorso la Cornelius fa di tutto: strappa, stira, allunga, fa esplodere e ricompone i pezzi come un puzzle i cui tasselli, pur se a prima vista non sembrano incastrarsi alla perfezione, in realtà hanno la loro armonia proprio in questa spigolosità. Una spigolosità che in questo disco si fa orrorifica per stessa ammissione di Yvonne, che nelle 12 tracce dell'album tratteggia altrettante storie di morte, lussuria e mostruosità varie.

Ad accoglierci nel disco è il blues deforme in bassa fedeltà di "The Stillness", che collassa nella sospensione eterea ma vibrante di "Asthmatic Person in Pink". "Stop! You Send For Me" immerge il lamento ferito della prima PJ Harvey in rumorismi ambientali terrificanti. In "Walk The Walk" si scorge la teatralità luciferina di Tom Waits, che sparisce presto per far spazio alla fiaba delirante di "Monsters Under My Bed". "You Have To Be More" cambia di nuovo coordinate, fracassando r'n'b (!) e soul.
Il rock dal retrogusto jazzcore di "Stuck To The Fact" quasi sorprende nella sua semplicità, lasciando spazio presto agli ammiccamenti leggeri di "Does He Gallop O Walk". "So Much Legend" porta il post-rock a farsi un giro in un night-club, aprendo la strada al surrealismo electro/noise di "Exotic - The Swarm". Elettronica spaziale apre "Piloto Automatico", che in corso d'opera lascia spazio a loop chitarristici.

Il finale è di quelli che non ti aspetti: in "As Long As I Can Fly" Yvonne imbraccia la chitarra acustica per una ballata dark-folk che sa tanto di ritorno sulla terra: "Finché saprò volare, starò bene", sussurra docilmente. E finché continuerà a volare così, staremo bene anche noi.

(13/02/2012)

  • Tracklist
  1. The Stillness
  2. Asthmatic Person In Pink
  3. Stop! You Send For Me
  4. Walk The Walk!
  5. Monsters Under My Bed
  6. You Have To Be More
  7. Stuck To The Fact
  8. Does He Gallop O Walk
  9. So Much Legend
  10. Exotic - The Swarm
  11. Piloto Automático
  12. As Long As I Can Fly
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