Niobe

White Hats

2006 (Tomlab) | alt-pop

Smaltita la sbornia del successo di "Voodooluba", torna Yvonne Cornelius, in arte Niobe. Il summenzionato disco del 2004 era stato accolto un po' come il lavoro definitivo del glitch-pop dell'artista crucco/sudamericana, quello in cui era riuscita a dare forma compiuta e di buon livello alle sue destrutturazioni armoniche. Una volta raggiunto il compimento si poneva allora il quesito: ripercorre la stessa strada o fare qualcosa di diverso?

Il suo nuovo "White Hats" imbocca questa seconda via, mettendo in secondo piano l'elettronica e puntando su una maggiore fruibilità, pur senza abbandonare le radici, forse più per competenza che per scelta (la testa e la mano della Cornelius restano quelle di una musicista "da suoni" e "da rumorini", e non quelle di una cantautrice di stampo classico). Difficile attribuire un genere al disco: si potrebbe dire "pop" per indicare il maggiore spazio alla melodia, ma ci sono ampi scavallamenti (passate di soul, qualche spruzzatina jazz e bossa, qualche tuffo nella dance).

Il disco dunque cerca soluzioni varie, ma, e qui entriamo nel vivo, pecca di eccessiva artificiosità, laddove il mestiere soggioga la fantasia e prova, senza riuscirvi, a sopperire all'ispirazione carente. Nei primi due terzi solo due brani sono convincenti: trattasi di "Surround Your Hover", affresco tropicale, soffio d'estate e contrappunto di flauto, costruzione sempre più elegante col passare dei minuti e colpi d'organo (merito alla sapientissima mano di Wechsel Garland); e della title track "White Hats", un evocativo canto di sirena che pecca un po' di fragilità (il che, comunque, è anche un po' un pregio).

Il resto zoppica. Ne sono esempi la gracchiante "Drei Zinner" in cui Niobe si vesta da CocoRosie con maggiori ambizioni (jazzate) fallite; il sussurro acquatico di "Phosphorous", con superficie suadente e sostanza ben poco eccitante; il giro di chitarra esistenziale con voce modificata di "Well and Wise", noiosa e trascinata anzichè coinvolgente e dilatata.

Accade però che quando la noia ha ormai preso il sopravvento, e sta portando a termine con facilità la vittoria nella sua personale partita, un sussulto scuote Niobe e collaboratori dalla passività. "Shirocco & Mistral", sognante e infestata da spettri, con colpi di tamburo su folate di venti; "In the Sun", chitarra e voce dal sapore banhartiano che trasmette benessere; e "None But One", coi suoi motivi di piano dal sapore classico (ancora Garland, l'unico vincitore, che su quattro ne becca tre, confermando la bella vena del suo ultimo "Easy"), regalano momenti di bellezza a un lavoro che stava finendo su livelli di mediocrità risicata.

Insomma, un po' di riscatto, anche se alla fine un cinque su tredici non basta. Terminato il tam-tam mediatico, della Niobe di "White Hats" si ricorderanno ben pochi.

(22/06/2006)

  • Tracklist
  1. Give All To Love (w/Bastian Wenger)
  2. Well And Wise (w/St.Lindemer)
  3. Surround Your Hover (w/Wechsel Garland)
  4. White Hats (w/St.Lindemer)
  5. Touch This Flower (w/Wechsel Garland)
  6. Phosphorous (w/St.Lindemer)
  7. Drei Zinnen
  8. Up Hill And Down Dale (w/Chris Beemster)
  9. Shirocco & Mistral (w/Chris Beemster & Wechsel Garland)
  10. In The Sun (St.Lindemer & Marcus Schumacher)
  11. None But One (w/Wechsel Garland)
  12. The Hills (w/Marcus Schumacher)
  13. Cool Alpine (w/Bastian Wenger)
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