No-Neck Blues Band

Nine For Victor

2006 (Victo) | freak-folk

di

Secondo estratto dal Festival International de Musique Actuelle di Victoriaville, questa volta, dopo l’ottimo Black Vomit, nato dalla collaborazione tra Wolf Eyes e Anthony Braxton, tocca alla No-Neck Blues Band.
La NNCK rientra nel classico luogo comune del “se non li vedi dal vivo non puoi capire”. La comune di New York, infatti, non si limita a suonare, bensì propone uno spettacolo che deve molto alla componente visiva. I lenti movimenti dei musicisti, la ritualità e l’aura mistica che circondano il gruppo, la nascita dei suoni dagli oggetti più disparati, sono tutte componenti che vanno assaporate con gli occhi.

Tuttavia questo non significa che un live sia da scartare a priori, anzi, "Parallel Easter", ad esempio, ne è un’ottima testimonianza (nonostante certe lungaggini che, per quanto insite nel genere, a volte sono davvero eccessive). Il problema in questo caso nasce dal fatto che l’esibizione originale consisteva in un unico pezzo per un’ora e qualcosa, qui ne vengono presentati nove per quarantacinque minuti. I conti quindi non tornano.

Il live , recuperabile su bootleg nella sua forma originaria, sebbene di qualità audio ovviamente inferiore, è stato infatti sezionato, tagliato, remiscelato a comporre un qualcosa di nuovo che sostanzialmente niente ha a che fare con il concerto originario. Il risultato? Nove pezzi che oltre a non dire niente di nuovo sulla band non sono neanche particolarmente memorabili.
Nel processo che ha portato alla nascita di Nine For Victor, oltre ovviamente a tutto il lato teatrale, va persa sopratutto la coesione tra i vari momenti dell’esibizione, di conseguenza certi episodi paiono scollegati, fini a se stessi o nel peggiore dei casi non sembrano portare da nessuna parte, vedi il noise della conclusiva “Tonsillar” o gli scricchiolii informi di "Dosed Cremant". Momenti che magari dal vivo avranno anche avuto il loro perché, ma che presentati in questa maniera lo perdono completamente.
Ovviamente non essendo la No-Neck Blues Band l’ultima band cialtrona della New Weird America, il pezzo ad effetto lo si riesce a scovare anche in una situazione simile. "Brain Soaked Hide" è una splendida progressione percussiva di stampo krauto , impreziosita da una chitarra arrivata dritta dritta dal "Live/Dead".

In conclusione, l’album non è disprezzabile, e si può parlare più di occasione persa che di passo falso, occasione di documentare lo stile live attuale della NNCK, il quale solitamente consta di un lungo climax che, partendo da suoni piccoli (sonagli, campanellini e simili) cresce e si autoalimenta per sfociare infine in una trascinante danza tribale.
Resta la curiosità di sapere chi ha avuto l’idea di metterci le mani e soprattutto il perché.

(02/02/2007)

  • Tracklist
  1. The Cacao Grinder
  2. Pylorus In Response
  3. Julius: Tainted By Or
  4. Lady Venegeance
  5. Dosed Cremant
  6. Four Head Food
  7. Calibrating the Anvil
  8. Brain Soaked Hide
  9. Tonsillar


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