Richard Youngs / Alex Neilson

Road Is Open Life

2006 (Celebrate Psi Phenomenon) | avant-folk, psichedelia

Richard Youngs - ormai una vera garanzia per quanto riguarda quella no man's land a cavallo tra rock, musica improvvisata e avanguardia - è un instancabile stakanovista che fa sempre più parlare di sè e degli innumerevoli (e spesso ottimi) lavori su cui mette la firma. Con il meno noto Alex Neilson, batterista e percussionista, condivide la militanza sul palco come spalla della leggenda americana di provincia (metropolitana, in questo caso, risulta decisamente fuori luogo) che risponde al nome di Jandek, bizzarro cantautore che dopo decenni di autismo comunicativo e misantropia artistica, ha deciso di dare inizio, finalmente, all'attività concertistica.

Tanto per intenterci, la collaborazione in questione ha ben poco a che vedere con questa attività di supporto dei due; è piuttosto un lavoro che trasuda passione e fascinazione nei confronti di correnti musicali anche abbastanza fuori moda, come il kraut o la psichedelia più sperimentale, pur essendo (molto) abilmente contaminato da quell'approccio free, quasi sciamanico, di un certo weird-rock oggi parecchio in voga.

Cinque lunghe tracce, a partire dal rituale che gioca sulle reiterazioni di "New Moon Alone", passando per i lamenti di "Pictures For The Multitudes" su un substrato di stridori e tintinnii, per "Prime Thunder" che racchiude in sé il furore della tempesta e la quiete della dissolvenza, per l'ossessiva e pulsante "Titus Salt", concludendo con l'assolo chitarristico fuori controllo di "Caol Pearl".

Nient'altro che l'ennesima mossa azzeccata da Richard Youngs.

(03/04/2007)

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