Antimatter

Leaving Eden

2007 (Prophecy) | alt-rock, doom metal

Dura la vita per Mick Moss, ora solo responsabile del progetto Antimatter dopo che il co-fondatore Duncan Patterson ha abbandonato la partita nel 2005 per dedicarsi alla sua nuova creatura Iòn. Ed essendo stato Patterson l'anima visionaria e sperimentale di tutti e tre gli album precedenti degli Antimatter, la sua assenza produce ora effetti prevedibilmente deleteri, che un classicissimo songwriter come Mick Moss riesce ad attutire solo in parte.

Sin dalle prime note di "Redemption" si intuisce come "Leaving Eden" sia album carico di umori negativi, ma anche un album freddo, che gira a vuoto su sé stesso. Privato delle spaziali partiture trip-hop di Patterson, resta un suono molto più corposo, elettrico e doom che in passato, vicino agli Anathema (band "madre" degli Antimatter), ma ancora più monolitico e opprimente. 
Avvalendosi dell'aiuto di Danny Cavanagh (chitarrista per l'appunto degli Anathema), Moss si lascia andare al dolore senza fondo e alle eruzioni metalliche di "Another Face in the Window". Laddove i brani scritti da Patterson in passato utilizzavano sempre delicate voci femminili, ora la voce di Moss è finalmente padrona assoluta della scena. E la sua prova vocale è come sempre impeccabile, profonda, ispirata, elegante. E così anche le sue canzoni sono formalmente perfette. Ma prive di fantasia, di cambi di registro, in sostanza della scintilla geniale che animava i dischi precedenti. La suddetta "Another Face..." e la title track sono pezzi a cui apparentemente non manca nulla per essere delle canzoni bellissime, ma lasciano un retrogusto fastidioso, indulgono in un tono forzato e lamentoso, cercando di suscitare coinvolgimento. Un'artificiosità di fondo che inquina tutto l'album, impedendo di godere della sola bellezza formale, come ben esemplifica un pezzo come "The Freak Show". Perché tutte le canzoni contengono spunti affascinanti: ma l'impianto generale è prevedibile e noiosetto, e soprattutto le canzoni sono praticamente tutte uguali! Ecco qui il temuto effetto della defezione di Duncan: Mick è bravo e raffinato, ma la fantasia compositiva non è il suo forte.

Ogni tanto Moss riesce comunque a risvegliare la magia che finora è stata sinonimo della sigla Antimatter: le sublimi melodie acustiche che aprono la tremolante "Ghosts", ad esempio, valgono da sole l'ascolto dell'album. Peccato solo che l'incanto non regga fino alla fine. Ci riescono invece "Landlocked" e l'ancor più dimessa "Conspire", forte di un crescendo altamente emozionale. Ma è decisamente poco per soddisfare le attese che suscita un disco a nome Antimatter.

Da duo capace di regalarci album che erano incantesimi senza tempo e senza nome, Antimatter è diventato dunque il progetto solista di un onesto artigiano del doom melodico. Pazienza, anche dai sogni più belli prima o poi ci si deve risvegliare.

(09/06/2007)

  • Tracklist
1. Redemption
2. Another Face In The Window
3. Ghosts
4. The Freak Show
5. Landlocked
6. Conspire
7. Leaving Eden
8. The Immaculate Misconception
9. Fighting For A Lost Cause
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