Più struttura, meno disordine: potrebbe essere questo lo slogan promozionale del nuovo, incendiario lavoro della band di San Diego.
Le “nuove erezioni” dicono di un incubo
prog-spazzcore, ma con dentro qualcosa come Melt Banana, Nation Of Ulysses, Space Streakings, tutta gentaglia con cui, di certo, questi pagliacci assassini hanno limonato a lungo. Lì dove c’erano assalti brucianti che si consumavano spesso nel breve giro di un minuto (“Plague Soundscapes”, per esempio), ora ci sono “canzoni” che si prendono il loro tempo, continuando a spargere veleno e sarcasmo contro questo
establishment di merda. Azzardiamo, quindi: “New Erections” è il loro miglior disco di sempre – convinto, oltranzista, finanche solenne, se vogliamo, per il modo con cui si immola contro il muro della sordida massificazione.
Il simbolo del nuovo corso è “AOTKPTA”, drammatica, spastica convulsione che muta in qualcosa a metà tra
Melvins e
Khanate. Soluzioni nuove che spolpano e riedificano soprattutto dall’interno i vecchi Locust, dal
grind cibernetico di “We Have Reached An Official Verdict: Nobody Gives A Shit” alla tribal-propaganda dell’apocalisse di “One Manometer Away From Mutually Assured Relocation”; dalla psicotica guerriglia di “Hot Tubs Full of Brand New Fuel” al terribile
doom alieno e alienante di “Scavenger, Invader” (mostro-
Swans robotico che, prima o poi, siatene certi, farà sua la vostra pelle), passando per la perfetta sintesi
old-style (deflagrazioni oltranziste)/
new style (il caos organizzato) di “The Unwilling... Led By the Unqualified... Doing the Unnecessary... For”, tonitruante nella sua sotterranea fantasmagoria
sci-fi.
C’è un’energia devastante, direi quasi infetta, in brani come “God Wants Us All To Work In Factories” (si, col cavolo!); un’energia resa ancora più terrificante dal modo in cui viene instillata a forza in queste canzoni già intimamente tormentate e strapazzate - anche se, comunque, non mancano deliri più ambigui e "notturni", come quello della seconda parte di “Book Of Bot”.
“
This hegemony is hard at work!”: ma siamo tra il comico e il tragico, ovviamente senza precise distinzioni, tutto compresso tra
skronk elettrico, delirio digitale e isterismo vocale (“Full Frontal Obscurity”).
“New Erections” è la visceralità di un punk ostinatamente futurista e futuribile (“Slum Service (Served On The Sly)”). Un punk ormai votato al martirio tecnologico (“Tower Of Mammal”).