Il progetto degli Illuminati (da Roma) sembra uno scherzo e invece è una cosa serissima. L’idea è quella di riproporre le cosiddette “messe beat”, un fenomeno sociale-musicale che si diffuse in Italia intorno alla metà degli anni 60 (per poi proseguire nel decennio successivo), in concomitanza con la contemporanea conflagrazione della musica
beat. Il furore profano della nascente rivoluzione rock al servizio di una liturgia della parola, intrisa di misticismo e condivisione eucaristica del sacro attraverso la dimensione “ecclesiale” della musica. Catechismo e chitarre. Il Concilio Vaticano II fu anche questo, quasi suo malgrado.
Casomai foste interessati ad approfondire questo singolarissimo fenomeno di cui oggi si è quasi persa la memoria, la lettura d’obbligo rimane “Beat Italiano” (edito da Castelvecchi) di Tiziano Tarli, nel quale è inserita anche un’antologia musicale che raccoglie alcune testimonianze d’epoca molto interessanti. Lo stesso Tiziano Tarli che ritroviamo qui alla chitarra elettrica e all’organo al fianco di “padre” Pier Paolo De Iuliis, voce e
deus ex macchina del progetto (completano l’organico Emanuele Sterbini al basso e Alessandro Palermo alla batteria).
L’operazione non va intesa come una semplice parodia, perché il lavoro di recupero di pezzi sommersi (e spesso rielaborati) dal pozzo senza fondo del beat nostrano denota uno sforzo di aderenza filologica e una cura puntigliosa per l’impatto d’insieme che solo la mano raffinata del cultore sincero e competente è capace di ottenere. Il risultato suona fondamentalmente come i Rokes che punteggiano di guizzi saettanti di chitarra e sbaffi di batteria il testo della
Pacem in terris.
Gli assoli si distendono come frenetiche note a pie' di pagina di uno spartito teologico, sovraccarico e vibrante, denso di invocazioni e accensioni dal tono celebrativo. Il mimetismo è a tratti spiazzante e il gioco di specchi è davvero spassoso, con risultati sublimi in “Il mio signore”, capace di adagiarsi sulle partiture di “My Generation” degli Who, vero e proprio cortocircuito di senso che finisce con il diventare il gesto più sfacciatamente punk di tutta la vicenda.Speriamo che la cosa non si esaurisca qui e trovi direzioni di ulteriore sviluppo. Per ora gli Illuminati rimangono con tutta probabilità il miglior gruppo che possa benedire il perdono di tutti i vostri peccati.