Legowelt

Dark Days 2

2008 (Strangelife) | detroit techno, electro

Danny Wolfers aka Legowelt, una figura ai margini della cultura, quella techno, quella underground, quella electro. Un missionario di un suono potente e oscuro, influenzato al midollo da tutta la Detroit più dura, la seconda, quella con Mike Banks e soci alle armi. Lui vive ancora di quei suoni, lo perdoniamo, ed eccoci davanti un nuovo magnifico album.
Segue il primo "Dark Days", questo secondo volume, dove il lato più interessante del nostro si fa sentire a gran voce. Electro sopra tutto, perché Legowelt lo è, ma con quel piglio techno che fa tremare i dancefloor, una quarta in cassa che funereamente sopravvale durante il disco, a dettare questi giorni, come un Batman sulla nostra immaginaria “Techno City”, un cavaliere oscuro che con manopole e saldature resiste in un mondo che non c’è più, un mondo fatto di giorni oscuri.

Attivo ormai da più di dieci anni, quel che era una promessa oggi è una certezza, pubblica soprattutto dal 2000 in poi su etichette-culto come Bunker, la Crème e l’immancabile Clone, che ancora oggi porta avanti un’idea decisa su quel che l’electro dev’essere. Una miriade di pseudonimi, tanti 12”, molte raccolte: il materiale finora pubblicato dal nostro è impressionante in quantità e in qualità, poche cadute di stile (dovute all’eccessivo ancoraggio a un’attitudine electro troppo usata e sfruttata) Legowelt è oggi un eroe dell’underground.
Nei suoi dischi Chicago e Detroit a braccetto ma con un gusto europeo (soprattutto olandese) a punteggiare le onde del nostro, ricordiamo il suo primo disco edito dalla grandissima Bunker, sei tracce di Italo disco e Chicago Trax pure e crude, subito un must per molti dj e produttori della scena che decretano Legowelt come interessante e futura stella del suono più electro/techno. Ma il nostro preferisce i bassifondi, si crea il suo profilo e continua a sfornare ottimi dischi fino ad oggi.
“Dark Days 2” è una raccolta di tracce perse per le stanze di Danny e forse il lavoro più riuscito del nostro.

Quattordici tracce di pura Detroit techno, i momenti salienti sono molti, dall’iniziale “Twilight Islands”, con il suo procedere Larkiano, la super deep “Star Trek Over Detroit”, poi “Bannock Bird Hat” in Aphex-style, la successiva “Cobo Tape” e tante altre.
La classica matrice electro si fa sentire su tutto il lavoro, ma sfigura il senso e sembra allargare i suoi orizzonti (il che mi fa dubitare sulla sua effettiva natura di ripescaggio di tracce perse) verso ritmiche più distese e intense, meno tecniche di certi altri lavori, più umane nel loro essere cybertrax.

Un lavoro denso, in questo 2008 dettato dalla mediocrità: se messo a fianco di molti blasonati dischi di finta techno, primeggia senza problemi.
Da ascoltare e amare se nelle vene vi scorre techno pura e scura, se nelle cuffie avete l’ultimo di Crookers, lasciate stare.

(17/12/2008)

  • Tracklist
  1. Twilight Islands
  2. HAM Star Flowers 
  3. Future Land
  4. Iberian Wolves 
  5. Manpulse 
  6. Crystobal Theory
  7. Chicago Snow Flakes
  8. Star Trek Over Detroit
  9. Swimming Cat Spa 
  10. Lake Distrax 
  11. Bannock Bird Hat
  12. Cobo Tape
  13. Space DX21 
  14. Time Mysteries
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