Confesso che è stata la bellissima cover a spingermi all’ascolto di questo omonimo Ep d’esordio dei Lumerians, compagine californiana dedita a un modernariato psichedelico dalle connotazioni ipnotiche e tribali.
Con grande sorpresa, poi, mi sono accorto che questi ragazzi sanno il fatto loro e, magari, tra qualche anno ci avranno regalato pure qualcosa di importante. Intanto, però, stando a questa mezz’ora scarsa rilasciata dalla Subterranean Elephants (500 copie su vinile), le cose si mettono davvero bene, a cominciare dal groove caldo e sensuale della pulsante “Corkscrew Trepanation“, dove, se le spirali di synth riallacciano legami con certa alienazione sintetica della San Francisco dei primi anni Ottanta, le effusioni d’organo sono tutte un veleggiare lisergico verso lidi Doors-iani.
Davvero niente male, come biglietto da visita, anche se è con “Torquoise Towers” che la loro personalità prende davvero corpo, presentandoci un mix tra lounge music e trip cosmico che, sonnacchioso e crepuscolare com’è, scivola velenosissimo dentro la mente, costringendoci alla resa.
Panoramiche astrali, misteriose panoramiche astrali sono tutto quello che trapela, invece, da “Orgon Grinder” (il nome è quello di una comune francese…), sorta di chill-out spirituale e krauto dove il cosmo accoglie, materno, il corpo stanco e l’anima straziata.
Quello che, poi, stupisce di “Olive Alley” è il modo in cui vengono ridotti a sciamani intrippati i Silver Apples, mentre lo strumentale chiaroscurale di “Triskadeika” saluta tutti prima della prossima festa, a cui, potete scommetterci, molti di voi non mancheranno…